SOGNO D’INFANZIA
“Achax”, il robot a quattro ruote
L’automa promosso della Tsubame Industries: l’unione delle eccellenze giapponesi dell’animazione, della robotica e delle automobili

Prima che l’avvento degli smartphone stravolgesse tutto, c’erano delle abitudini quasi simili a rituali religiosi: orologi sincronizzati alla perfezione per non perdere nemmeno la sigla del proprio programma preferito, dal momento che la televisione - all’epoca senza internet - non ammetteva neppure un minuto di ritardo.
Un dettaglio, questo, che valeva soprattutto per i bambini: tutto era organizzato in modo da avere il naso incollato allo schermo non appena iniziava il cartone animato del cuore. Perdere una sola puntata rischiava di mandare in tilt intere settimane di narrazione, perdendo il filo del discorso. Ladri, mostri, animali parlanti, moschettieri, cowboy, alieni: il campionario dei cartoon tra gli Anni Settanta e Ottanta era ricco e variopinto. Ma una cosa più di tutte faceva sognare i bambini: i robot giganti, quelli da guidare dall’interno.
Ecco, dal Paese del Sol Levante arriva una notizia che farà venire un tuffo al cuore a quei bambini, oggi un po’ cresciutelli. La premessa è d’obbligo: ci vogliono parecchi quattrini. Ma, risolto questo dettaglio a sei zeri, la strada verso il sogno è tutta in discesa: la società Tsubame Industries di Tokyo ha sviluppato un robot a quattro ruote alto ben 4 metri e mezzo. Frutto di due anni di lavoro, questo incredibile automa - che ricorda vagamente il celebre “Mobile Suit Gundam” di una nota serie animata giapponese - sarà presto sul mercato. La società prevede di mettere in vendita cinque unità di questo robot al prezzo di 400 milioni di yen l'una, l’equivalente di 2,7 milioni di dollari.
Lo straordinario robot, soprannominato “Achax” - in onore dell’archeopteryx, un dinosauro aviario - è dotato di monitor all’interno della cabina di pilotaggio che ricevono immagini da telecamere esterne: il pilota può comandare le braccia e le mani del robot tramite un joystick direttamente dall’interno del suo corpo. Ryo Yoshida, ceo di Tsubame, ha dichiarato - secondo quanto riportato da Repubblica - di aver voluto creare un prodotto che amalgamasse le eccellenze giapponesi nei campi dell’animazione, della robotica e delle automobili.
Il robot, con un peso di 3,5 tonnellate, è in grado di operare in due modalità: una “robot” in posizione eretta e una “veicolo” che gli consente di spostarsi a una velocità massima di 10 chilometri all’ora. Yoshida ha auspicato che, oltre a essere divertimento per gli appassionati di robot, queste macchine possano un giorno essere utilizzate in operazioni di soccorso in caso di calamità o addirittura nell'industria spaziale. Insomma, il sogno dei bambini di ieri è iniziato.
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