STARE BENE
Acque: per non annegare in un bicchiere

Un grande atomo di ossigeno e due piccoli di idrogeno, fanno assomigliare la molecola dell’acqua al volto di Topolino.
La sua formula chimica - H2O - la conoscono tutti: è l’acqua alla base della vita. Basti ricordare che ne siamo costituiti per il 70 per cento. Si può resistere senza bere per un tempo limitato, meno di una settimana.
Ogni giorno, si perdono circa 2-2,5 litri di acqua attraverso il sudore, la respirazione e la diuresi. Il nostro organismo non può farne una scorta e diventa fondamentale reintegrarla costantemente. È intuitivo comprendere perché tutti i medici ripetano come un mantra «bisogna bere, bere, bere».
Per la comunità scientifica è un dato assodato. Ma quanto e come? «Bisognerebbe bere 30ml di acqua per ogni chilo di peso corporeo - spiega il medico specializzato in medicina funzionale Fausto Bellabona -. Noi pensiamo a ingerire integratori e cibi sani, curarci con ogni tipo di medicina. Ma il nostro benessere parte dall’acqua che ingeriamo e di cui non ci curiamo a sufficienza». Suggerisce: «E bisognerebbe sceglierla in base alle proprie caratteristiche e alla propria vita e dunque sulla valutazione energetica».
Il medico parla di parametri che gli specialisti devono verificare, l’acqua ionizzazione, elettrolisi, pressione osmotica, tutti elementi importanti oltre a magnesio e residuo fisso.
E seppure contro tendenza rispetto al tema dell’uso dell’acqua del rubinetto, il medico ribadisce: «È questione di salute e dobbiamo essere molto attenti all’acqua che ingeriamo, non sempre l’acqua del rubinetto è adatta nonostante sia potabile».
Come scegliere l’acqua dunque? La comunità scientifica condivide la principali linee guida. Le acque calciche con calcio superiore a 150mg/l sono consigliate ai bambini o alle persone anziane che soffrono di osteoporosi perché solitamente ne sono carenti, oppure alle donne durante il periodo della gravidanza e l’allattamento. Le acque calciche e quelle che contengono bicarbonato superiore a 600ml/l favoriscono la digestione e stimolano la funzionalità di fegato e reni.
Le acque sodiche con sodio maggiore a 200mg/l sono indicate agli sportivi perché favoriscono la capacità di reazione nervosa e muscolare, mentre quelle a basso contenuto di sodio (< 20mg/l) sono consigliate durante le diete dimagranti oppure a coloro che soffrono di pressione alta. Favoriscono, inoltre, il drenaggio dei ristagni liquidi nei tessuti, una delle principali cause della tanto odiata cellulite.
Le acque solfate (Solfati > a 200mg/l) sono consigliate in caso di disturbi gastrointestinali e stitichezza.
Le proprietà delle acque con cloruro superiore a 200 mg/l sono principalmente riequilibranti su intestino, vie biliari e fegato, mentre quelle magnesiache, con quantità di magnesio superiore a 50mg, sono d’aiuto per prevenire crampi muscolari, apatia e incapacità di concentrazione.
Le acque ferruginose (ferro bivalente > a 1mg/l) sono utili a coloro che soffrono di anemia, deperimento organico e ipertiroidismo. E ancora, la stanchezza potrebbe essere dovuta a disidratazione o squilibri idroelettrolitici, cioè di sali minerali come potassio, sodio o magnesio: bere acque ricche di questi sali minerali può essere d’aiuto; per evitare la stanchezza bere ogni giorno la giusta quantità di acqua oligominerale, ovvero almeno 2 litri.
Infine, resta sempre quel dilemma: gasata o frizzante? Al di là dei gusti personali, è necessario sapere che per capacità di idratazione e apporto calorico pari a zero calorie l’acqua naturalmente frizzante è uguale all’acqua naturale. Non a tutti però fa bene bere acqua con le bollicine: perché l’acqua contiene una quantità di anidride carbonica che può provocare disturbi. Bere ogni tanto acqua frizzante, alternandola alla naturale, non fa male e può aiutare in caso di difficoltà a digerire grazie proprio all’anidride carbonica.
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