SPELEOLOGIA
Alla scoperta del Campo dei Fiori sotterraneo
In un libro le grotte nascoste della montagna varesina

C’è una Varese nascosta e da scoprire, che anche i residenti della zona, probabilmente, non conoscono. Si tratta di ciò che si dischiude solo agli occhi più curiosi: è la Varese sotterranea. Le circa 150 grotte del Campo dei Fiori sono il principale esempio di bellezza speleologica ancora sconosciuta alla maggior parte degli abitanti, nonostante sia situata poco fuori dal centro della città.
A occuparsi della valorizzazione di queste bellezze segrete è la Federazione Speleologica Lombarda, il cui Curatore del Catasto Speleologico per l’area varesina è Antonio Premazzi, che sottolinea: «All’attuale stato delle conoscenze, sul monte Campo dei Fiori sono noti oltre 200 ingressi di cavità naturali, per uno sviluppo complessivo di vuoti sotterranei percorsi e topografati prossimo ai 50 chilometri. Le grotte rappresentano un patrimonio di inestimabile valore, ancora più importante se si pensa che, nel caso specifico, l’acqua che scorre al loro interno è captata a uso idropotabile per soddisfare la richiesta idrica di alcune decine di migliaia di persone».
IL LIBRO
Premazzi e la speleologa Luana Aimar hanno raccolto una parte degli scorci che gli ambienti sotterranei del Campo dei Fiori regalano ai loro visitatori nel libro fotografico “Panorami sotterranei: viaggio nelle grotte del campo dei fiori”, disponibile dalla prima settimana di ottobre. Gli autori, residenti a Varese, hanno dedicato una parte significativa della loro attività speleologica degli ultimi dieci anni alla documentazione video-fotografica del sottosuolo della provincia varesina e non solo. Gli obiettivi principali dei due studiosi sono descrivere sommariamente il sistema carsico e le sue caratteristiche e ripercorrere la storia esplorativa delle grotte del Campo dei Fiori.
Dopo più di venticinque anni di attività, Aimar e Premazzi hanno raggiunto familiarità con gli ambienti sotterranei varesini. Però, si sono resi conto che non è lo stesso per la maggior parte dei residenti della zona che spesso, pur vivendo in prossimità di aree particolarmente significative dal punto di vista speleologico, non ne sono consapevoli. Che il loro libro possa essere un primo approccio a questa materia per chi desidera avvicinarsi a un nuovo modo di vivere i Campo dei Fiori.
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