CALENDARI
Sfogliare il tempo giorno per giorno

Almanacchi, lunari, calendari: la misura del tempo nel suo significato primo e generale si può annoverare tra le prime scoperte dell’uomo. Prima ancora della scoperta della stampa che avrebbe portato alle pubblicazioni suddivise in giorni, mesi e anni, già fin dall’uomo primitivo l’orientarsi nel tempo era una necessità, che avveniva attraverso l’osservazione dei fenomeni della natura. Il moto del sole e della luna, l’alba e il tramonto, il succedersi delle stagioni e dei raccolti. Se dal punto di vista del computo del tempo e degli anni esistono diversi calendari, dal gregoriano all’ebraico, dal musulmano all’iraniano, dal cinese all’indiano, dal celtico al persiano, fino al Maya, basato su più cicli di durata diversa e che vede date espresse a grandi cifre su numerose stele e sulla cui interpretazione da sempre vengono formulate profezie sulla fine del mondo, sul versante dell’avere una suddivisione del tempo stampata su carta e appesa alla parete sono altrettanto diversificati gli esempi che fanno e hanno fatto storia. Ritornando fino ad anni in cui la stampa a caratteri mobili ancora non esisteva: pare che il primo almanacco inteso in questo senso, infatti, nacque nel Medioevo e se ne ha traccia dal 1088, formato da tavole astronomiche che permettevano di ottenere il giorno della settimana o convertire le date da un’era a un’altra. In seguito divenne vera e propria pubblicazione, arricchita da informazioni e notizie di diverso genere. Se dunque etimologicamente il calendario è un sistema convenzionale di divisione del tempo su base solitamente annua, l’almanacco (dall’arabo “clima” o “luogo dove i cammelli sostavano nel deserto per caricare e scaricare merci”, o secondo alcuni da vocaboli rari greci e latini) designa proprio il termine con cui gli Arabi della Spagna indicavano un tipo di tavole astronomiche da cui si poteva conoscere la posizione del sole e della luna in qualsiasi giorno dell’anno. Quando divenne pubblicazione, conteneva proprio il calendario con indicazioni su ora del sorgere e del tramonto del sole, fasi lunari, alternarsi di stagioni, ma anche, come accennato, notizie utili per gli agricoltori, i naviganti, su feste, fiere, mercati, eventi importanti. Nel Medioevo, le tavole scritte e decorate a mano riportavano anche notizie su matrimoni, nascite, morti dei nobili, oltre a prezzi di merci e bestiame, rimedi officinali, ricette, resoconti di avvenimenti. Con la nascita della stampa l’almanacco diventa il principale mezzo di diffusione culturale della popolazione contadina e artigiana, con la capacità di raggiungere facilmente anche gli analfabeti. Tra quelli più famosi, nel corso dei secoli fino ai giorni nostri, si ricordano Le Centurie Astrologiche di Nostradamus del 1550, da cui sono derivati quelli contenenti previsioni metereologiche e astrologiche, data anche la sua fama su pronostici astrologici e profezie che in un certo periodo sembravano confermate dagli avvenimenti, l’Almanacco del povero Riccardo, fondato nel 1732 e moto famoso in America, nato e scritto per venticinque anni da Benjamin Franklin, l’Almanacco di Gotha pubblicato nel 1763 in Germania con gli alberi genealogici delle famiglie nobili europee, l’Almanacco nautico che apparve dal 1766 in Inghilterra per astronomi e naviganti, l’Almanacco delle Muse con rassegne letterarie e di poesia, diffuso in Francia e Germania. Ma non solo, ancora oggi sono conosciuti in Italia almanacchi che si rifanno alla tradizione popolare: tra questi il Barbanera che fin dal 1761 si pubblica a Foligno e che al calendario e alle previsioni meteo unisce aneddoti, ricette e aspetti stravaganti, ma anche quello religioso di Frate Indovino, creato nel 1945 da padre Mariangelo da Cerqueto, al secolo Mario Budelli, che nacque come allegato omaggio a un periodico mensile stampato dai cappuccini umbri e che presto ebbe un grandissimo successo, con i suoi proverbi, la storia di san Francesco, i santi del giorno, i pronostici, i consigli per agricoltori, ammalati e donne, ampliandosi nel tempo a toccare anche argomenti di ecologia e legati a pubblicazioni libraie.
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