INFLAZIONE
Carovita, al Nord gli stipendi non bastano
L’analisi dell’assessore regionale Guidesi che sollecita il governo a prendere misure
Chi ha tra i benefit previsti nel contratto di assunzione un buono pasto e lavora in una azienda del Nord Italia riesce a mettere insieme lo stesso pranzo che avrebbe in tavola se lavorasse in una azienda al Sud? La domanda è retorica, ovviamente, visti i prezzi che impazzano nei locali dislocati sopra il Po, con gli inevitabili picchi nelle grandi città, Milano in testa. Ma l’esempio è chiarificatore per capire le differenze, innegabili, nel potere di acquisto degli italiani – e dei lombardi in particolare – in base al luogo di residenza. Il tutto condito da una buona dose di inflazione, che non solo non accenna a fermarsi, ma va anche a insistere proprio sul fronte più necessario alla vita quotidiana: quello alimentare.
«L’inflazione al Nord sta picchiando duro – sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo economico, Guido Guidesi - ed è constatabile da tutti il fatto che il costo della vita tra Nord e Sud sia diverso. Il governo ne deve tenere conto».
Un altro esempio? Basta guardare al mercato degli affitti di case. Milano ovviamente è fuori classifica, ma anche Varese segna un +3 per cento. Insomma, se gli stipendi non crescono, l’erosione del potere d’acquisto proseguirà in maniera inesorabile.
TERRITORI DIVERSI
«In Lombardia la salita dei prezzi si è fatta sentire notevolmente – spiega ancora Guidesi – e di conseguenza si sono avute ripercussioni sui prezzi di servizi e prodotti. L’impennata dei costi energetici ha esercitato la sua influenza su tutte le filiere» .
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