INTENDITORI
L’arte che non conosce età

Che cos’hanno in comune il filosofo Remo Bodei, la Regina Vittoria d’Inghilterra, l’ex calciatore Pierluigi Pizzaballa o la Torre di Pisa? All’apparenza ben poco, ma in realtà esiste un filo comune che li lega: quello del collezionismo. Un mondo, anzi un universo, che è molto più di un semplice passatempo e sa offrire sensazioni uniche.
Partendo da Remo Bodei, grande studioso scomparso nel 2019, si può provare a capire meglio cosa rappresenti. Il filosofo pisano parlò del «passaggio da oggetto a cosa, da quando qualcosa viene investito di un significato personale, affettivo e perché no simbolico». Si può allora intendere come un prolungamento della personalità, e uno degli aspetti principali del successo di questo settore è che non ci sono regole. Nessuno infatti ha codificato cosa si possa o non si possa collezionare, dunque stupisce fino a un certo punto sapere che c’è chi ha messo insieme oltre 11.000 cartelli con la scritta “Non disturbare” degli hotel, o che esista la “glicofilia”, cioè l’accumulare delle bustine di zucchero. Piene, o anche vuote ovviamente, perché qui vale tutto. Ma quei personaggi citati poco fa come sono coinvolti? Facile, rientrano nelle linee più ordinarie del collezionismo, come i francobolli, le figurine Panini e le schede telefoniche.
Andando in ordine storico si parte dalla Regina Vittoria, che dal 1 maggio 1840 iniziò a comparire sul Penny Black, primo stamp della storia dal prezzo facilmente intuibile. L’idea nacque per assicurarsi che il mittente pagasse la spedizione della lettera, che prima era a carico del destinatario, e mai si pensava di aver creato un (se non il) simbolo del collezionismo. La filatelia vanta ormai infinite specializzazioni e possibilità, e da oltre un secolo fa muovere interessi in tutto il mondo.
Ha invece “solo” 57 anni la figurina più famosa di sempre, quella del portiere dell’Atalanta Pier Luigi Pizzaballa. Chiunque abbia qualche capello bianco si ricorda la disperazione nel non poter completare l’album dei Calciatori della stagione 1963/64, con l’immagine del bergamasco che proprio non ne voleva sapere di voler uscire dai pacchetti acquistati all’epoca. Il motivo? Per colpa di un infortunio Pizzaballa non poté essere presente il giorno in cui si scattavano le foto delle “figu”, quindi la sua fu realizzata successivamente e inserita nelle bustine un paio di mesi dopo l’uscita dell’album, rendendola nel frattempo mitica e al contempo un po’ dannata.
Proseguendo con la storia d’Italia, bisogna parlare dalle schede telefoniche, che soprattutto negli anni Novanta crearono eserciti di collezionisti e di setacciatori di cabine vuote. Nate nel 1976, all’inizio furono ignorate dai collezionisti vista la loro ripetitività grafica. Quando però la SIP capì di avere in mano qualcosa di commercialmente interessante, iniziò a concedere uno dei due lati della tessera alla pubblicità. Il procedimento non fu immediato, e per favorire la diffusione venne lanciata una serie cosiddetta “Turistica”, con le bellezze d’Italia a fare da richiamo.
Ecco che qui entra nella storia del collezionismo la Torre di Pisa, dato che la scheda raffigurante il monumento toscano è forse la più desiderata, bramata e famosa di tutte, con un valore che raggiunge le diverse migliaia di euro. Il dado ormai era tratto, e col passare delle stagioni uscivano via via delle serie sempre più brandizzate e colorate, diventate una piacevole trappola per gli appassionati che dedicavano le ore alla raccolta e alla catalogazione delle stesse. Insomma, il collezionismo non è una cosa solo per i bambini.
© Riproduzione Riservata