COSMETICA
La bellezza diventa sostenibile

Il 2019 verrà sicuramente ricordato per la crescente attenzione rivolta alla sostenibilità, ottenuta grazie a una ragazzina con le trecce di nome Greta Thunberg e agli scioperi per il clima, i cosiddetti Fridays For Future.
Un’esplosione che ha convinto sempre più persone a monitorare il proprio impatto ambientale e che ha investito anche il mondo della cosmetica, che cerca di trovare delle soluzioni al problema della sostenibilità delle proprie formulazioni, dell’origine degli ingredienti e dello smaltimento del packaging.
Non sorprende, perciò, il conseguente maggior coinvolgimento dei consumatori, che sempre più desiderano acquistare prodotti sicuri per l’ambiente e per la propria pelle. Basti pensare, infatti, che le sostanze con cui entra in contatto la cute ogni giorno sono circa 500: in media, ad esempio, una crema giorno ne contiene ben 45, un bagnoschiuma 28 e un balsamo 31.
Una consapevolezza che sta spingendo sempre più brand ad interrogarsi su come migliorare il proprio processo di produzione non solo rendendo i contenitori riciclabili, ma anche compensando le emissioni di CO2 e prestando attenzione alle formulazioni.
Certo, la strada verso il greenè impervia: perché un prodotto possa essere considerato sostenibile, infatti, non deve semplicemente avere un Inci (la classificazione internazionale delle componenti utilizzata dall’Unione Europea) impeccabile, ma anche seguire una filiera sostenibile per il reperimento degli ingredienti. A nulla serve privilegiare prodotti naturali, infatti, se gli attivi contenuti nella formulazione non sono a km 0, ottenuti finanziando lo sviluppo delle popolazioni locali o estratti nel totale rispetto dell’ambiente di origine.
Indubbiamente, il mercato dei prodotti naturali è in crescita, nonostante la confusione a livello normativo sia ancora moltissima: le moderne tecnologie, infatti, sono un alleato sempre più prezioso nella creazione di formule con attivi puri e di origine vegetale - i cui principi attivi sono ormai facilmente utilizzabili grazie alle tecniche di laboratorio estremamente avanzate – ma un “decalogo della cosmesi green” è ancora utopia.
Una sfida non solo per le aziende, ma anche per i consumatori stessi che dovranno imparare a valutare l’impatto ambientale della propria beauty routine. Etichettare un prodotto come “naturale”, ad esempio, non implica per forza che sia anche sostenibile. È fondamentale quindi la lettura dell’Inci dei propri prodotti, ma anche la conoscenza di alcune etichette cosmetiche come Natrue, ICEA ed Ecocert, garanzia di sostenibilità ambientale.
L’esigenza di rendere green anche la cosmetica è ormai una realtà che sta fortunatamente contagiando tanto il beauty di lusso, quanto brand low cost: insomma, non ci sono più scuse per non adottare una skincare routine che rispetti l’ambiente.
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