LA TRATTATIVA
Crisi Beko: «Ancora incertezze»
Il deputato varesino Ferrara (M5S): «Il Governo chieda garanzie concrete per i lavoratori»

«Il governo continua a dimostrarsi incapace di gestire la crisi della Beko, mentre i lavoratori restano ostaggio dell’incertezza». Questa la valutazione del deputato varesino del Movimento 5 Stelle, Antonio Ferrara, presente ieri, giovedì 30 gennaio, al presidio formata dai lavoratori davanti alla sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy dove si è svolto l’incontro tra il Governo, l’azienda, i sindacati e alcuni rappresentanti del territorio varesino.
A differenza di altri commenti, l’esponente dei 5 Stelle vede un’evoluzione poco confortante: «La multinazionale turca Arçelik, proprietaria di Beko, ha messo sul tavolo un piano di ristrutturazione che prevede quasi 2.000 esuberi su un totale di 4.000 lavoratori in Italia. Una scelta devastante che colpirebbe in particolare gli stabilimenti di Cassinetta di Biandronno in Lombardia, Fabriano e Comunanza nelle Marche, e Siena in Toscana. Un colpo durissimo per l’industria del bianco italiana, ma soprattutto per intere comunità che vedrebbero svanire posti di lavoro e competenze storiche».
«A rendere la situazione ancora più assurda - aggiunge Ferrara - è l’atteggiamento del ministro Adolfo Urso, che anziché pretendere garanzie per i lavoratori sembra parlare come un membro del board di Beko. Invece di utilizzare strumenti concreti per impedire il disastro occupazionale, Urso continua a sventolare la minaccia del Golden Power, mentre l’azienda assicura di rispettare le condizioni imposte. Il risultato? Un cortocircuito istituzionale in cui il Governo finge di alzare la voce, ma nei fatti lascia fare all’azienda».
E ancora: «Urso promette scenari futuri di fuoco e fiamme, parlando di ipotetici piani di sviluppo, accordi di innovazione e agevolazioni fiscali con Transizione 5.0. Peccato che proprio Transizione 5.0 sia già considerato dalle aziende italiane un labirinto burocratico inservibile, tanto che finora è stato sistematicamente ignorato». «Nel frattempo, il ministro tenta di scaricare la responsabilità sulla Commissione Europea, parlando di una crisi generalizzata dell’industria del bianco. Una strategia surreale per un Governo che ha già trascinato il Paese in 22 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, segno evidente di una politica economica fallimentare» la dura analisi del varesino Ferrara.
«Ho passato la giornata (ieri, 30 gennaio Ndr) con i lavoratori in presidio e posso assicurare che la tensione è alle stelle. Non si può lasciare migliaia di famiglie nel limbo per settimane o mesi». «Si apre ufficialmente la trattativa per il futuro degli stabilimenti Beko in Italia. Ma nulla garantisce che questa non si interrompa bruscamente in qualunque momento, senza un vero percorso di concertazione con i lavoratori e le istituzioni locali» l’ulteriore pericolo segnalato dall’onorevole Ferrara. Che conclude: «È fondamentale che il Governo smetta di fare proclami e inizi a lavorare concretamente per ottenere garanzie certe e vincolanti per tutti i dipendenti coinvolti. Non ci si può accontentare di promesse vaghe, né pensare che bastino gli annunci di Urso per evitare che questa vertenza si trasformi in un’ecatombe sociale».
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