LO SPUNTINO
Lo yogurt fai da te

Un solo grammo contiene dieci milioni di batteri lattici vivi e vitali. Lo mangereste?
La risposta è sì - e lo facciamo fin dal I secolo come ci racconta Plinio il Vecchio -, la mattina a colazione o come spuntino, perché stiamo parlando dello yogurt.
In Italia ne consumiamo di media ben sette chili all’anno a testa, quindi si può tranquillamente dire che i batteri, ma quelli buoni, ci piacciono eccome.
La parola deriva dal turco «yogurmark» (da addensare) e si pensa venisse prodotto proprio in Turchia già nel VI secolo avanti Cristo dai pastori dell’Asia centrale e fatto di latte di capra.
Fresco, salutare (i lattobacilli presenti aiutano il sistema immunitario e il funzionamento dell’intestino), goloso entra di diritto nel carrello della spesa.
Oggi basta fare un giro in un supermercato qualunque per trovasi davanti a un vero e proprio muro di yogurt: bianco naturale, intero, magro, colato e non, alla frutta, al cioccolato, ai cereali e via dicendo.
Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma se volete divertirvi e creare qualcosa di tendenza, provate a farlo in casa anche senza yogurtiera.
Parola di Virginia Repetto autrice di «Yogurtista. Yogurt fatto in casa» appena uscito in libreria.
Come le è venuta l’idea del fai da te?
«Una decina di anni fa - racconta Repetto - mangiavo lo yogurt ogni mattina e, per curiosità, mi sono informata sul metodo di produzione. In quel momento ho capito che avrei potuto prepararlo a casa, bianco e con frutta fresca, e dalla prima volta non ho più smesso».
Detto così sembra la cosa più facile del mondo ma che attrezzatura è necessaria?
«Gli strumenti indispensabili per farlo in casa sono pochissimi e li abbiamo tutti: una pentola, un cucchiaio, un imbuto, qualche barattolo di vetro e una coperta per tenere i vasetti in caldo. Chi vuole può utilizzare la yogurtiera per la fermentazione del latte. In entrambi i casi il metodo è davvero alla portata di tutti!».
Che parte ricopre nella sua alimentazione?
«Non è solo il protagonista della mia colazione ma è un ingrediente di base come il sale o l’olio extravergine di oliva. Il mio approccio a questo alimento è evoluto negli anni: se prima lo utilizzavo solo nei dolci, interessandomi di cucina internazionale ho scoperto la sua versatilità e oggi lo utilizzo persino in alcuni primi piatti».
Intero, vegetale, colato. Ci aiuti a capire le differenze e gli utilizzi.
«Lo yogurt al naturale è il più comune in Italia e differisce da quello colato, di origine greca, per la consistenza. Quello colato, che prende il nome dal metodo di preparazione, è più compatto e proteico rispetto al naturale ed è da preferire nelle ricette in cui si vuole dare sofficità senza aggiungere troppo liquido. Entrambi si preparano con il latte vaccino, ma esistono delle varianti tutte da scoprire, tra cui quella senza lattosio.
Lo yogurt vegetale che vi consiglio, si prepara a partire dalla bevanda di soia, senza addensanti, e nelle ricette può sostituire quello al naturale».
In caso di regimi alimentari dietetici lo yogurt può essere un aiuto?
«Certamente! Lo yogurt è un alleato di chi segue un’alimentazione povera di grassi ma non vuole rinunciare al piacere della cucina. Apportando qualche piccola variazione nella ricetta, lo yogurt al naturale, quello colato e il labneh si possono utilizzare al posto di alcuni ingredienti ricchi di grasso, come panna e mascarpone. In molti casi è possibile utilizzare uno yogurt fatto in casa con latte a ridotto contenuto di grassi».
Qual è la sua ricetta preferita?
«In questa stagione è la focaccia alle erbe a lievitazione istantanea che non richiede tempi di riposo e che si impasta rapidamente in una ciotola. È un’alternativa al pane perfetta per chi non ha dimestichezza con i lievitati o per chi ha poco tempo».
© Riproduzione Riservata