CORTINA D’AMPEZZO
Fantozzi, il bob e la pista delle Olimpiadi
Giù 500 alberi per costruire l’impianto che ospiterà le gare

Chi è stato almeno una volta nella sua vita a Cortina d’Ampezzo, splendida perla incastonata nella Dolomiti, ha ben presente quella nota stonata, quello squarcio aperto tra fitte distese di alberi: è il trampolino per le gare di sci, inaugurato nel 1923, rinnovato in epoche successive e infine dismesso del tutto alla fine degli Anni Novanta.
Nel 1993 fu rispolverato giusto per girare una scena di “Fantozzi in paradiso”, ottavo - e meno fortunato - capitolo della saga sul ragioniere più sfigato d’Italia. Ebbene, l’epilogo fantozziano di quella struttura, che adesso cade a pezzi, non sembra aver insegnato alcunché: ora a Cortina, travolta dall’emozione delle Olimpiadi invernali del 2026 in tandem con Milano, si sta di nuovo lavorando per costruire una pista da bob, ossia un impianto che rischia di finire abbandonato nel giro di pochi anni.
Non solo: per realizzarlo, si stanno abbattendo oltre cinquecento alberi, perlopiù larici. Le motoseghe sono entrate in azione settimana scorsa e non sono mancate le proteste da parte di ambientalisti ma anche di tanti comuni cittadini che hanno a cuore l’ambiente e, in particolare, le montagne ampezzane. E pensare che qualcuno ci ha pure provato a mettere una pezza, proponendo di rimettere in sesto la pista di bob di Cesana, nel Torinese, utilizzata per le Olimpiadi del 2006 e poi caduta nel dimenticatoio.
L’asse Milano-Cortina non poteva prevedere una piccola deviazione fin sotto la Mole, giusto per evitare un enorme spreco di quattrini e l’abbattimento di alberi? A quanto pare, no. E così nel bosco di Ronco, alle pendici delle Tofane, le motoseghe si sono accese, sebbene subito interrotte dalle copiose nevicate che hanno costretto a sospendere i lavori. Ma il piano va avanti: il Comitato olimpico internazionale ha imposto il termine del marzo 2025 per la consegna delle “chiavi” dell’impianto e non sembra intenzionato a fare sconti.
Certo, per la costruzione della nuova pista di bob sono previste piantumazioni compensative in altre zone, ma sta di fatto che quegli oltre cinquecento larici - non secolari, per carità, ma comunque non certo alberelli - saranno abbattuti. Le Olimpiadi porteranno lustro e indotto al territorio? Quasi sicuramente sì, ma in epoca in cui si parla di sviluppo sostenibile, di consumo di suolo e di cementificazione, forse si poteva evitare di distruggere un bosco per una pista destinata a un futuro fantozziano nel giro di qualche anno. Sempre che i lavori si concludano prima dell’arrivo della fiaccola olimpica.
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