DA VEDERE
Fluttuando tra le ninfee di Monet

Da una tragedia nasce un’opportunità. È la vicenda della mostra incentrata su una solo opera - Ninfee appartenente all’omonima serie realizzata da Claude Monet a partire dalla fine dell’ultimo decennio del XIX secolo - aperta da poco a Palazzo Ducale a Genova.
Insieme alla tela esposta a Genova, protagoniste della storia sono altre 56 opere di Monet, Manet, Degas, Renoir, Corot, Caillebotte, Signac, concesse dal Musée Marmottan Monet di Parigi per una mostra a Shanghai. La chiusura della Cina a causa del Covid blocca il progetto, mandando in fumo mesi di lavoro e trattative. Si pensa allora a una nuova mostra in Italia, a Palazzo Albergati di Bologna.
Le opere arrivano, ma le tele non vengono mai tolte dalle casse blindate usate per il trasporto. La pandemia, la chiusura delle regioni impediscono anche questa esposizione. Con la Fase 2 e la timida riapertura dei musei, si valuta l’ipotesi di allestire la mostra ma, con gli ingressi contingentati, la riapertura è antieconomica. Rimane l’idea di aspettare l’autunno.
Nel frattempo a Genova, Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale, chiede un’opera. Una sola. Che le viene concessa. Nasce cose il progetto “cinque minuti con Monet”. Che trasforma in opportunità anche anche i rigidi protocolli anticovid. Cinque minuti da soli (o accompagnati da qualche familiare o amico fino a un massimo 4-5 persone), a tu per tu con la maestosa tela. Scegliendo liberamente tra il silenzio, un accompagnamento musicale o le parole dell’artista. A corredo della mostra alcune foto storiche, due video, uno dedicato alla vita del maestro considerato tra i fondatori dell’Impressionismo e l’altro d’epoca (1915 ca.) che riprende l’artista mentre dipinge nel suo giardino a Giverny. A introdurre il percorso espositivo invece, in prestito dalle Civiche Raccolte Frugone di Nervi, La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt di Giovanni Boldini, l’artista che alla fine dell’Ottocento si fece promotore della conoscenza in Italia dell’opera di Monet. Con questa iniziativa, in collaborazione tra Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova e Arthemisia, si sfida il pubblico a riscoprire il gusto della contemplazione e della forza espressiva di un’opera.
Un’esperienza di immersione profonda nel “mondo fluttuante” di Monet, in uno spazio piano, senza profondità né orizzonte, dove i rilessi del cielo e delle nuvole si confondono con l’increspatura dell’acqua e il verde delle cascate di salici si scioglie nel colore delle ninfee, nel tentativo, come scrisse Monet di «cogliere l’attimo fuggente, o almeno la sensazione che lascia».
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