FAMIGLIA BOSINA
Giöbia a Varese, tra dialetto, poesia e tradizione
Ecco i nomi dei vincitori del concorso. Premio anche a Maria Chiara Gadda
È il tempo l’argomento-principe attorno al quale ruotano le tre poesie che sono salite sul podio del concorso Poesia Dialettale Bosina 2025. Primo classificato è stato Enrico Tediosi con “Sogn e penser”, al secondo posto Lidia Munaretti con “Nocc d’agost” e al terzo posto Norma Bombelli con la poesia “Ul quattarfoi”.
«Con 35 poesie inviate da 21 poeti, la partecipazione è stata superiore a quella degli anni precedenti - afferma il coordinatore Marco Broggini - anche se gli autori sono quasi sempre gli stessi. Abbiamo bisogno di una nuova generazione di poeti dialettali e a tale proposito ripongono grandi speranze nel corso di dialetto bosino condotto di recente da Antonio Borgato e Lidia Munaretti». La premiazione (presente la giuria composta da Giuseppe Carcano, Paolo Bartoci, Silvia Bianchi, Patrizia Molinaro e Luisa Oprandi) nnel ristorante Vecchia Riva della Schiranna in occasione della Giöbia, «appuntamento imperdibile dedicato alle donne, alla poesia e alla tradizione varesina» come ha sottolineato il regiù Luca Broggini. Oltre cento invitati, tra cui alcune donne coi costumi tradizionali per meglio calarsi nel pieno dello spirito bosino, hanno tenuto vivo ancora una volta un appuntamento che sprofonda nella notte dei tempi e che viene tenuto vivo con orgoglio dalla Famiglia Bosina, ultimo baluardo di una “varesinità” che il repentino mutare degli stili di vita avrebbe già cancellato almeno a partire dal boom economico.
A MARIA CHIARA GADDA IL “PREMIO DONNA 2026”
In un clima allegro di festa tra amici allietato dalla buona tavola è poi intervenuto il Gruppo Folcloristico Bosino con scenette della tradizione popolare, ma senza dimenticare l’attualità rappresentata dal premio “Varese Donna 2026” che di anno in anno accende le luci su una rappresentante femminile, nativa o residente sul territorio, capace di distinguersi per il contributo al miglioramento della vita sociale e culturale. Il riconoscimento è andato questa volta alla tradatese Maria Chiara Gadda, dal 2013 deputata della Repubblica, vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera, con la seguente motivazione: «Una delle figure-chiave nella lotta allo spreco alimentare, è promotrice della legge 166/2016 che ha semplificato e incentivato il recupero e la donazione delle eccedenze di cibo da parte di aziende, distribuzione e ristorazione. Il suo impegno ha contribuito a trasformare il contrasto allo spreco in una politica pubblica concreta, capace di unire sostenibilità ambientale, solidarietà sociale ed efficienza economica».
ECCO LE POESIE VINCITRICI
Sögn e pensér
Lo scorrere del tempo assume ritmi e dimensioni
connaturati al passare degli anni. Se dunque l’età
giovanile spalanca le proprie aspettative su
“torrenti” di desideri e sogni, il progredire delle
stagioni della vita, assieme al ricordo di chi ci ha
lasciato e all’avanzare dei pensieri e delle
responsabilità e preoccupazioni da adulti,
limitano la portata di quegli stessi sogni, dentro
la quieta pacatezza di una umana accettazione
del destino. Quadri di vita proposti con stile.
Nocc d’Agost
Il testo poetico rimanda, con apprezzabile
utilizzo delle figure retoriche dell’onomatopea e
della epifora, ad un idillio naturalistico di chiara
ed immediata serenità d’affetti, immagini e
ricordi.
La calura soffocante di una notte estiva pare
addolcirsi al frinire di un grillo, al canto
affettuoso di una mamma, al pianto cantilenato
di un bimbo: elementi vitali e quotidiani che
accarezzano i pensieri e la fatica del tempo.
sobrio, chiaro e ispirati a intimo raccoglimento.
Ul Quattarföi
Il gesto spontaneo “ da fa giò la pulvar dal cifun”
diventa spunto per aprire la strada ad immagini
distanti nel tempo ma impresse saldamente nella
memoria del cuore.
Un quadrifoglio, conservato affettuosamente e
protetto dal trascorrere degli anni, richiama il
senso profondo di amori semplici, saldi e vicini al
pensiero, in un percorso mnestico che si rinnova
istintivamente alla vista delle foglioline ripiegate
tra le pagine. Un richiamo prezioso presentato
con garbo e naturalezza poetica di semplice ma
profonda rimembranza.
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