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I 70 anni di Paulo Roberto Falcao
Il re di Roma che non tirò il rigore

Roma lo proclamò suo ottavo re, l’Italia intera lo maledisse quando, quel 5 luglio 1982, trafisse Dino Zoff mettendo a segno il gol del temporaneo 2-2 del Brasile contro gli azzurri, poi vanificato dalla terza rete di Paolo Rossi.
Lui, Paulo Roberto Falcao, è un mito del calcio mondiale. La Roma lo andò a prendere in Brasile, dall’Internacional di Porto Alegre, e ne fece la sua stella: in quattro stagioni giocò 107 partite segnando 22 gol, pur se non era certo questa la sua caratteristica principale. Falcao in realtà illuminava il centrocampo giallorosso al punto di portare la sua squadra a competere alla pari contro la Juventus di Platini, a vincere lo scudetto, a giocarsi la finale di Coppa dei Campioni, all’Olimpico, contro il Liverpool. Fu forse quella la sconfitta più amara, maturata ai rigori, con il fuoriclasse brasiliano che si rifiutò di tirare il suo, e questo gli costò l’amore di parte della tifoseria.
Era un altro calcio, quello d’allora, dominato dalla famiglia Agnelli e dalla Juventus, a cui andò a contrapporsi la Roma di Dino Viola con la regìa, dicono i più, di Giulio Andreotti. Non c’erano ancora i Berlusconi e i Moratti, e le maglie erano rigorosamente dal numero 1 al numero 11, sempre. Quella di Falcao era la 5. Unica variazione ai mondiali, dove i numeri dall’1 al 22 venivano assegnati con altri criteri da tutte le nazionali, eccezion fatta proprio per il Brasile.
Che successe? Falcao, profeta a Roma ma non in patria, fu convocato ma non come titolare, per cui ebbe la maglia numero 15. Ma durante il periodo del ritiro premondiale il suo commissario tecnico capì che non si poteva fare a meno di lui e così il Brasile scese in campo con dieci supposti titolari e con Falcao, che non uscì più dalla formazione iniziale e che, con quel gol del temporaneo 2-2, rischiò anche di raddrizzare il mondiale verdeoro.
Finita la carriera da giocatore, Falcao ne iniziò una da dirigente, stroncata un paio di mesi fa quando è stato accusato di molestie sessuali dalla receptionist di un albergo.
Ma che fine ha fatto, oggi, Paulo Roberto Falcao?. Lasciato il Santos pur proclamandosi estraneo all’accusa rivoltagli dalla donna, è tornato nella sua Porto Alegre, dove risiede insieme alla seconda moglie. Continua a fare il commentatore di calcio su Rede Globo e collabora come opinionista con un giornale: lunedì ha compiuto 70 anni. A Roma non torna, o gli chiederebbero ancora di quel rigore che non tirò quasi quarant’anni fa.
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