videoclip
Il «Bisogno di brividi» di Gammon e Muratti

Una strada nella notte, un appuntamento in bilico, le stanze di un albergo a ore che sembra uscito dal “Suspiria” di Dario Argento. In questi scenari si muovono, quasi fluttuando, uomini e donne, i cui destini s’incrociano pronti ad appagare un’urgenza, quel “Bisogno di brividi” che ci travolge senza che possiamo ad esso sottrarci. È questo il suggestivo mondo che hanno creato Lory Muratti e Davide Gammon, musicisti che, sull’asse tra Varese e Legnano, hanno incontrato le proprie sensibilità dando vita, appunto, a “Bisogno di brividi”, il singolo tratto da “(s)fashion”, nuovo EP di Gammon, prodotto da The House of Love, la casa di produzione audiovideo di Muratti. Il disco verrà pubblicato in autunno ed è stato anticipato dal videoclip che amplia un brano che mescola sonorità wave, backbeat elettronico, chitarre sature, commentate da vocalità romantiche da un lato e ai confini con la trap dall’altro. A comporlo a quattro mani i due artisti in una session in centro Italia concretizzata col ritorno nelle conturbanti atmosfere milanesi. Realizzato a Milano, tra corso Vittorio Emanuele e il Grand Hostel Coconut, “Bisogno di brividi” ci trasfigura in un mondo onirico, un pianeta “altro”, fatto di incroci di menti e corpi che impattano in quello «spazio di un respiro» in grado di proiettarci in uno luogo parallelo, quel «qui dove c’è tutto quello che ci tiene vivi». Dove si nasconde questo luogo? «Semplice - spiega Muratti - è dentro di noi, è dove sono racchiusi quei momenti della nostra vita nei quali ci rendiamo improvvisamente conto di essere al 100% ciò che potremmo e dovremmo essere. La perfezione? Non è detto, è quel momento nel quale vorresti scattarti una polaroid da riguardare un giorno e dire “qui stavo vivendo davvero”». Il videoclip però appare quasi oscuro. Si tratta quindi di un luogo che fa paura? «Perché no? In fondo raggiungere la propria essenza è un percorso che può anche essere doloroso: non significa arrivare a arrivare al top, ma solo conoscersi a fondo, anche se questo può far emergere qualcosa che non ci piace. Non si parla di catarsi, ma di completare un percorso di consapevolezza di sé che si realizza solo per brevi momenti». Insomma, dalla collaborazione, è sorta l’urgenza di sottolineare l’esistenza di questi due mondi che nel video sono separati da una porta fra ciò che accade nella realtà e quest’interiorità che ha la necessità di provare emozioni per realizzarsi, che è un po’ quello che fanno gli artisti. È accaduto questo con Gammon? «Sì, ci conoscevamo da tanto ma abbiamo iniziato a collaborare solo pochi anni fa con il progetto “Mira Boulevard”: cercavo una voce che avesse sonorità wave particolari e ho pensato a lui. Lavorare con Davide, non solo sul piano musicale ma anche realizzando con lui quattro videoclip, mi ha aiutato a crescere nel mio percorso artistico, affiancando in maniera sempre più consapevole la produzione audiovideo alla composizione musicale e alla scrittura come di romanzi». “Bisogno di brividi” è quindi il completamento di un percorso? «Diciamo che è un punto di passaggio angolare per entrambi: Gammon mi ha chiesto di aiutarlo nella produzione dei suoi EP e io ho collaborato volentieri perché il suo lavoro è anche un biglietto da visita per la mia casa di produzione The House of Love che, più che una label classica, si configura come un laboratorio creativo». Entrambi, insomma, avete trovato una dimensione comune in grado di contribuire reciprocamente alla vostra crescita artistica: «Questo duetto, che ha come vero protagonista Gammon che è autore del progetto, vuole suggellare una collaborazione che parte dalla stima reciproca come artisti e che sta avendo buoni riscontri come testimonia il fatto di aver attirato su di sé l’attenzione di una testata come Wired, particolarmente attenta all’innovazione artistica e non solo».
© Riproduzione Riservata