CASA
Inflatable: i mobili gonfiabili

Ne hanno parlato tutte le televisioni ed i giornali di questa particolare collaborazione tra Louis Vuitton e l’artista giapponese Yayoi Kusama annunciata da allestimenti e un’eco pubblicitario senza precedenti. A Parigi infatti sono tutti con il naso all’insù sugli Champs Elysee per il palazzo di Louis Vuitton con una struttura gigantesca ad aria che riproduce le fattezze della stessa artista che come una sorta di King Kong abbraccia tutto il palazzo. Ci si chiede allora se questa installazione farà scuola ma soprattutto sembra interpreti una tendenza in ascesa che è quella del design gonfiabile ovvero dell’amore per tutto ciò che è gonfio, ad aria, inflatable. In Italia è famosa l’iconica poltrona Blow, la prima vera poltrona gonfiabile che ebbe una diffusione di massa ed è un simbolo capace di evocare gli anni Sessanta.
L’IDEA
L’idea era quella di creare un oggetto che fosse facile da gonfiare, da trasportare e da mettere via: furono quattro giovani membri del movimento Anti-design, Jonathan De Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi, e Carla Scolari, a crearla per la manifattura Zanotta nel 1967. Sono gli anni in cui la stessa Zanotta lancia una delle sue poltrone più famose riprodotte ancora oggi, la Sacco, non gonfiata ad aria ma con palline di polistirolo nell’idea che la forma debba essere data dalla persona che ci si siede sopra. La poltrona gonfiabile Blow fu disegnata nel 1967 da Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi (con Scolari). I progettisti, dopo il successo al Salone del Mobile ‘68, crearono altri oggetti gonfiabili e visionari in Pvc trasparente, come il padiglione pneumatico alla seconda Eurodomus di Torino. Nonostante la poltrona sia ormai fuori produzione, Blow è ancora oggi considerata un oggetto-icona del design Pop e, come simbolo dei mitici anni Sessanta. Ma come mai piacciono e ciclicamente e ritornano? I gonfiabili rimandano all’infanzia e ad una leggerezza nell’affrontare la vita che è tipica dei bambini. Forse dopo tanti sacrifici ed una pandemia che nessuno si aspettava questo desiderio di leggerezza è nell’aria e si cavalca l’onda.
IN PRODUZIONE
In produzione è la poltrona “Anda” creata dalla designer di Tel Aviv Tehila Guy: «Anche se molti oggi considerano i mobili gonfiabili di “basso design” e utilizzati principalmente per uso esterno, ho voluto riproporre un design che negli anni Sessanta era effettivamente considerato all’apice del design creativo. L’ho fatto combinando gli aspetti gonfiabili del design con una moderna struttura in legno, creando un mobile dal design accattivante e confortevole». Altro designer che ha voluto stravolgere il paradigma mobili gonfiabili temporanei, leggeri ma di bassa qualità è il giapponese Satomi Minoshima con i suoi pouf gonfiabili di pelle. Le sedute sono tutte rivestite in vera pelle, un materiale naturale, ricco di consistenza e valore e con una lunga durata. Più viene usato, più invecchia e assume un aspetto vintage molto apprezzato e più il valore aumenta. Questo aumenta necessariamente anche il valore di questi mobili gonfiabili nel tempo.
© Riproduzione Riservata