INTERPRETARE
Siamo una fabbrica di sogni

Con L’interpretazione dei sogni nel 1900 Sigmund Freud dà un contributo rivoluzionario alla psicoanalisi e alla psicologia, parlando di conscio e di inconscio, di rimosso, di contenuti manifesti ma anche latenti, vale a dire le circostanze che danno origine al sogno in sé. E il sogno, radicato nell’essere umano, fornisce all’analista una chiave di lettura.
Dalle teorie freudiane a quelle di Jung a Hillman, senza voler entrare nei dettagli da addetti ai lavori, di certo il tema del sogno è analizzato e affascina da tempo. E senza voler «scomodare» la cabala, alcune tematiche che emergono durante il sogno si collegano alle emozioni e al vissuto del sognatore. E gli esperti sono in massima parte concordi nell’affermare che il sogno è una funzione dell’organismo, come la voce, il pensiero, il movimento e ha un ruolo sullo sviluppo della capacità di immaginazione e sul rapporto con il se stesso interiore.
Recentemente il tema del sogno è stato anche affrontato in uno webinar dal titolo Liberare la mente, promosso in streaming dall’associazione culturale Gaetano Osculati di Biassono con il contributo di diversi esperti, tra cui quello di Paolo Mottana, docente di filosofia dell’educazione all’Università Statale Milano Bicocca che ha ricordato come i sogni siano «un sentiero che ci porta nella notte, sono figure che viviamo nella notte: nei sogni muore l’Io diurno alle prese con i problemi della vita, che di notte si calma ed entra in un universo sconosciuto».
Qualunque sia dunque la scuola di pensiero interpretativa, la cosa certa è che fin dall’antichità il sogno ha rappresentato una dimensione sulla quale interrogarsi, un tema al quale è sempre stata data un’importanza profonda fin dalle origini della storia dell’uomo. «Quella dei sogni - spiegava la psicologa e psicoterapeuta funzionale Elena Capovilla - è un’area da sempre di grande fascino per l’individuazione dei misteri della vita individuale e collettiva a cui ogni epoca e cultura ha attribuito significati e il cui contenuto si collega ai pensieri e alle preoccupazioni diurne, ma crea anche una breccia tra come ci si presenta al mondo rispetto al senso che diamo ai valori».
Perché si svolge in un momento in cui la persona è meno controllata. Dunque il sogno non è manipolabile. E anche se nell’interpretarlo ci sono metafore simili che vanno in qualche modo a rappresentare le medesime difficoltà, «non è attribuibile - ha aggiunto la psicologa - un significato fisso, perché va collocato nella storia personale e nel contesto culturale e sociale».
Certo, ci sono sogni comuni in alcune fasi della vita che ci possono mostrare nel loro evolversi come una persona vive e si adatta a un’esperienza e quelli ricorrenti possono indicare tentativi di risolvere un malessere: perché «nel sogno si sovrappongono tracce di memoria che riemergono - conclude Elena Capovilla -. Noi produciamo i sogni, sono rappresentazioni simboliche della nostra realtà, i personaggi onirici sono aspetti diversi del nostro Sé: per questo è importante che siano riconosciuti come comunicazione riflessiva, intima con noi stessi sui nostri bisogni».
E da uno studio condotto dal Centro di psicoterapia funzionale Spazio MenteCorpo Venezia-Treviso sui sogni durante il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus sono emerse tematiche che, seppur con i dovuti distinguo, hanno mostrato alcune analogie, riconducibili al fatto che il periodo ha sollecitato esperienze che hanno toccato le sensazioni, aspetti fondamentali della nostra vita, legandosi al controllo, all’allarme, al dolore, alla paura e a come si sono percepiti.
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