LA RICETTA
Kek lapis, torta tipica della Malesia

Simmetrica dalle geometrie spinte e precise. Armonie e colori accesi ne fanno un oggetto di design ma da prendere a morsi. È la torta di tendenza che arriva dalla Malaysia, la kek lapis. Dalla terra di Sandokan, c’è il dolce che non ti aspetti e che in questo momento spopola anche in Italia e, neppure a dirlo, su Instagram, perché rientra nei cosiddetti “Rainbow food” ovvero cibi arcobaleno amatissimi dai giovani e non solo.
IL DOLCE DAL SARAWAK
Per la precisione la kek lapis è tipica di uno stato della Malesia: lo Sarawak (a cui deve il suo nome per esteso) che occupa la porzione nord occidentale dell’isola del Borneo. Questo dolce significa letteralmente torta a strati, infatti nella lingua locale “lapis” si traduce con strati e ”kek” con torta. Deve il suo nome appunto all’aspetto ma anche alla preparazione: basterà tagliarne una fetta per scoprire quelli che sono gli strati colorati, disposti in modo da comporre motivi geometrici. Un incastro di linee, triangoli, quadrati perfetti da creare effetti optical che fanno impazzire il web. La sua fortuna non deriva dalla provenienza o da qualche turista innamorato di questo angolo di mondo tra foreste pluviali, palma da olio, piantagioni di cacao e di pepe ma un po’ lontano dall’idea paradisiaca di spiagge da cartolina.
DALLA MALESIA ALLA BBC
Questa torta deve la sua diffusione e fortuna al programma della televisione di Stato britannica BBC. Tre anni fa, durante una puntata del “Great British Baking Show”, una delle trasmissioni più seguite dagli inglesi, i concorrenti hanno dovuto misurarsi con la torta Kek Lapis Sarawak. Una torta assai complessa tanto che i pasticceri avrebbero voluto sottrarsi alla sfida che richiede parecchia immaginazione e mano ferma, da orafi, chirurghi oppure architetti capaci di disegnare oggetti bellissimi. Considerata tra le più difficili al mondo per la preparazione, nasce negli anni Settanta del secolo scorso quando dall’Indonesia la mania della torta lapis legit (con spezie e al massimo due strati) si trasmette nel Sarawak. Le prime indonesiane, sono torte fortemente speziate –cannella, cardamomo, chiodi di garofano e anice stellato– foderate da una pastella di burro, farina e uova, suddivisa in strati marroni e beige. Non così belle e neppure buone per i gusti occidentali. La trasformazione arriva quando i pasticceri dello stato dello Sarawak compiono la magia: i colori si accendono tanto da regalare vibrazioni e armonie optical grazie all’uso di estratti naturali e coloranti alimentari. Nonostante la sua preparazione sia complessa e richieda dalle quattro alle otto ore, questa torta spopola.
LA PREPARAZIONE
Per chi volesse cimentarsi ecco gli ingredienti farina, amido di mais, spezie come cannella, cardamomo, chiodi di garofano, e anice stellato, burro non salato, zucchero, latte condensato, olio vegetale, estratto di vaniglia, tuorli d’uovo, alunni, tartaro e coloranti rossi, verdi e blu. La kek lapis arriva a contenere 6 albumi e 12 tuorli d’uovo, per la rivisitazione senza prescrizioni alimentari religiose si può inserire anche un po’ di rhum per dare un po’ di spinta al sapore. Come quasi tutti i dolci che arrivano da Paesi caldi, non ci sono creme che evidentemente possono creare parecchi problemi alimentari sia nella preparazione che poi nel mantenimento del dolce. A parte la preparazione degli strati che è piuttosto complessa, due sono le maggiori difficoltà. La prima è immaginare il risultato geometrico finale, sarà quindi necessario disegnare il dolce prima di mettersi al lavoro. Chi pensava di aver fatto fatica durante la preparazione, dovrà ricredersi. Con mano ferma, armata di coltello sarà necessario tagliare le fette: una operazione che richiede una grande precisione per creare parallelepipedi incantevoli. Perché come spesso accade, per creare la bellezza ci vogliono fatica e pazienza. Anche in un gesto banale come tagliare una bella fetta di kek lapis.
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