MONTAGNA
La Guerra bianca ad alta quota
Dal Gavia allo Stelvio sono tanti gli itinerari

Guerra Bianca. Così viene anche definita la Prima guerra mondiale, combattuta alle quote più elevate, dove la neve, ancora oggi, nonostante il riscaldamento alpino, la fa da padrona per lunghi mesi. E le quote alle quali si è combattuto, nel territorio del Parco nazionale dello Stelvio, sono davvero elevatissime. Basti pensare che la prima linea si sviluppava per ampi settori al di sopra dei 3.000 metri di quota. Famose, poi, sono rimaste le battaglie per il possesso della Punta San Matteo a ben 3.678 metri e altrettanto rilevante fu il trasporto, da parte austriaca, di due pezzi d’artiglieria fin sulla cima dell’Ortles (3.905 metri), la vetta più elevata di tutto il fronte.
Di quel tragico periodo restano numerose tracce, sotto forma di strade o mulattiere militari, trincee, postazioni d’artiglieria. Una volta furono il luogo di drammi, tragedie, morti. Oggi, invece, sono diventate possibili mete di escursioni nelle aree del parco. Dal Gavia allo Stelvio sono moltissimi gli itinerari lungo i quali la natura si mescola alla storia, come nella zona della Valle del Braulio, dove i comandi italiani commisero l’errore di non difendere adeguatamente il monte Scorluzzo, sopra il passo dello Stelvio. Dopo la sua conquista da parte austriaca, per impedire il possibile sfondamento dell’esercito imperiale ormai attestato su posizioni vantaggiose, si rese necessario costruire una serie di imponenti opere di ingegneria militare lungo i costoni che scendono dallo Scorluzzo e in molti altri luoghi della valle. Furono costruiti così i villaggi militari e le opere difensive delle Rese dello Scorluzzo e del Filon del Mot, in posizione un po’ più arretrata il villaggio militare delle Buse e, sul versante opposto della valle, le vette della Punta di Rims, dei Monti Braulio e Radisca e la Bocchetta di Forcola. Molte di queste opere sono state ristrutturate dal parco in tempi recenti, grazie a un progetto finalizzato alla valorizzazione degli itinerari storici e naturalistici del comprensorio retico. Grazie a questi interventi è attualmente possibile, in uno straordinario scenario naturale, farsi una chiara idea di come si combatteva, si viveva e si moriva durante la Grande guerra sulle montagne del parco. Con la App Oltre le tracce della storia, questi luoghi sono raggruppati in sei sentieri tematici che, in corrispondenza dei punti di interesse, si ha la possibilità di attivare la descrizione audio e di vedere una serie di immagini storiche e ambientali. Ecco, infine una selezione di itinerari. Per tutti gli altri, info su stelviopark.it.
PASSO DELLO STELVIO – MONTE SCORLUZZO
Si svolge sul facile sentiero 13, lungo il quale sono presenti quattro punti di interesse: postazioni d’artiglieria sulla cresta a sud del passo dello Stelvio, resti di trincee nell’ambiente lunare al passo delle Platigliole, trincee e postazioni che dominano il passo dello Stelvio presso lo Scorluzzino e, infine, le postazioni di prima linea sulla vetta dello Scorluzzo a 3.094 metri.
STRADA DELLO STELVIO – RESE
BASSE – FILON DEL MOT
L’itinerario, percorribile abbinato al precedente, parte dal tornante n. 8 della Ss 38 dello Stelvio e raggiunge il Filon dei Mot, a 2.768 metri, percorrendo il versante orografico sinistro della Valle del Braulio. Passando dal Laghetto Alto e quindi dalle Rese Basse di Scorluzzo, si raggiungono il Piano di Scorluzzo e la Malga dell’Alpe, per poi salire fino al villaggio più occidentale del Filon dei Mot.
QUARTA CANTONIERA DELLO
STELVIO – BOCCHETTA DI FORCOLA – CASERMA MILITARE
Dal Giogo di Santa Maria alla Bocchetta di Forcola 2.760 metri si passa attraverso quattro punti di interesse: la prateria alpina, il nardeto ai piedi della frastagliata cresta dell’Umbrail, un singolare ambiente geomorfologico nella piana della Mogenaccia, l’articolato sbarramento difensivo alla Bocchetta di Forcola e infine, sul versante opposto, la caserma militare.
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