NETFLIX E DINTORNI
La guerra dei film

Pizza e film? La più classica delle domande per una serata in casa, in famiglia o tra amici.
La pizza, dunque: c’era una volta e c’è ancora. Il film: c’era una volta, nella forma della videocassetta e poi del dvd e poi ancora del blu-ray, e oggi non c’è più. La trasformazione è radicale e inarrestabile: l’home cinema si dematerializza, diventa del tutto digitale e liquido, qualcosa che non si può più toccare e possedere come oggetto fisico.
Il rito per cui una volta si andava da Blockbuster in macchina, magari parcheggiando in seconda fila, si noleggiava l’ultima uscita e poi si tornava a casa, in sincrono con le pizze calde, non c’è più.
E non c’è più nemmeno Blockbuster. Lo streaming ha vinto, grazie alla disponibilità di collegamenti Internet sempre più veloci, in ambito domestico ma anche in mobilità, all’affermazione del modello Netflix (pago un abbonamento, e si tratta di una cifra mensile assolutamente ragionevole, e posso vedere tutto quello che voglio), alla trasformazione del semplice distributore in produttore di contenuti (di nuovo Netflix, ma anche Amazon, con il loro inarrestabile inondare i salotti di film e serie tv “fatte in casa”, con i primi ormai in grado di vincere anche premi prestigiosi e di scatenare dibattiti sul futuro del cinema in sala e ai festival).
Non a caso, ecco la recente notizia epocale sfuggita ai più: il produttore coreano di hardware Samsung ha certificato che il blu-ray, il disco che contiene film in alta e altissima definizione, sta concludendo il suo ciclo di vita come oggetto per le masse. E questo perché Samsung non costruirà e non venderà più lettori.
Mentre Disney ritira da Netflix tutti i suoi film più celebri in vista della nascita di un servizio di streaming di proprietà, che offrirà i classici come «Biancaneve» e «Dumbo», ma anche i supereroi Marvel, gli eroi di Star Wars e le meraviglie della Pixar, eliminando l’intermediazione del distributore digitale. Il servizio si chiamerà Disney+, arriverà negli Stati Uniti alla fine di quest’anno, molto probabilmente in Europa il prossimo.
E di sicuro non sarà l’unico nuovo servizio di streaming a cui in futuro potremo decidere di abbonarci, dato che altri creatori di contenuti vorranno diventare Netflix e dato che anche Apple – è notizia recente – vuole iniziare a creare contenuti per diventare un po’ tv.
Già oggi, del resto, la situazione dell’appassionato di cinema italiano davanti alle offerte dello streaming è complicata. Oltre a Netflix, l’elenco dei servizi comprende Amazon Prime Video, Timvision, Infinity, Sky Go, RaiPlay (gratuito), Youtube Premium, Mubi e altri.
E poi ci sono i distributori che non funzionano sulla base di un abbonamento e permettono il noleggio e l’acquisto di film singoli o di serie tv. Si parla naturalmente di iTunes della Apple, ma anche di Google Play Film, di Chili, di Rakuten TV e di altri. Non serve essere un esperto per capire che grande è la confusione sotto il cielo. Non tutti i film sono disponibili su tutte le piattaforme, uno stesso titolo può essere in streaming e non in acquisto o a noleggio, o il contrario.
C’è chi si prende il campione di incassi in esclusiva. C’è il capolavoro del passato restaurato che prima compare e poi scompare, sulla base di misteriose finestre temporali. E c’è chi ha parlato di «balcanizzazione» dello streaming, frutto di una concorrenza sempre più feroce. Esistono, per orientarsi, siti e app che, dato un titolo, mostrano come sia possibile vederlo, su quali servizi e se con abbonamento, acquisto e/o noleggio. E lo stesso vale per registi e attori.
Nomi da tenere a mente: JustWatch e Filmamo. Anche così, però, la pressione sul consumatore perché si abboni a più servizi per avere più scelta è forte, e pazienza se in questo modo la convenienza di un abbonamento per lo streaming rispetto al costo di Sky via satellite, ad esempio, va un po’ a farsi benedire.
Che cosa succederà dunque nei prossimi mesi e anni? Difficile dirlo, perché si annuncia una sorta di guerra mondiale del nuovo home cinema. Con il rischio che sistemi chiusi e impermeabili gli uni agli altri riportino qualche utente alla pirateria. E con una certezza: mai fare previsioni categoriche. Come quella, di nove anni fa, di un signore dei media: «Netflix è come l’esercito albanese alla conquista del mondo», perché senza contenuti e quindi senz’armi. Oggi, conservando il paragone, gran parte del mondo parla albanese.
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