LA BURLA
Lo scherzo di Halloween di Orson Welles
Caos tra le strade e cittadini in fuga: una lezione per interrogarsi sul potere dei media

Alle 20 di domenica 30 ottobre 1938 un enorme oggetto fiammeggiante cade vicino a una fattoria a Grovers Mill, nel New Jersey. Sul posto si recano immediatamente il professor Pierson, astronomo dell’Università di Princeton, e Carl Phillips della Cbs, la Columbia Broadcasting System.
Appena giunta la notizia, infatti, la radio ha interrotto il programma dell’orchestra di Ramon Raquello, che stava suonando Stardust (“Polvere di Stelle”), e spedito il suo cronista a verificare.
In effetti, l’Osservatorio di Mount Jennings di Chicago ha appena rilevato esplosioni di gas sul pianeta Marte. In diretta, allora, Phillips e Pierson si avvicinano: mezzo seppellito “in un’enorme fossa” non sembra un meteorite, ma “un grosso cilindro”. Intanto la polizia fatica a contenere la folla che sta arrivando.
Si sente uno strano sibilo. Pierson non sa, ma “il metallo è sicuramente extraterrestre”. Phillips, allarmato, lo interrompe: “è terrificante, la cima sta iniziando a svitarsi!”. La gente inizia a urlare: “Signore e signori questa è la cosa più spaventosa di cui sia mai stato testimone!”. Dal cilindro spuntano “due dischi luminosi che scrutano, sono forse occhi?”.
Tra le grida, Phillips prosegue: “Santo cielo! Dall’ombra sta uscendo qualcosa di grigio che si contorce come un serpente!”. Grande come un orso, luccica come cuoio umido: “gli occhi sono neri e brillano come quelli di un serpente. La bocca è a forma di V e della bava cade dalle labbra!”.
Incredibile: i marziani stanno invadendo la terra in diretta radio. Tre poliziotti si avvicinano con una bandiera bianca. Dal cilindro un raggio li colpisce e - urla Phillips - “Mio Dio, li ha incendiati!”. Si sente un’esplosione: ora sta bruciando tutto, i capannoni, le strade, il campo.
Cala un silenzio irreale. Phillips è stato carbonizzato, a Grovers Mill sono morte 40 persone, tra cui 6 poliziotti. Adesso è chiaro, gli “strani esseri” sono “l’avanguardia di un esercito invasore dal pianeta Marte”, afferma un nuovo speaker: “settemila uomini armati sono stati sconfitti da un’unica arma dell’esercito nemico”, calpestati o inceneriti.
Interviene anche il Ministro degli Interni, sempre alla radio: altri cilindri stanno atterrando ovunque, da Buffalo a Chicago. I bollettini sono “troppo numerosi per essere letti tutti”, è una tragedia.
L’invasione è travolgente, a New York suonano le campane per far evacuare la città e - dice lo speaker - “non abbiamo più difese, il nostro esercito è annientato”, gli umani “cadono come mosche”. Poi, un altro silenzio.
Solo alle 20 e 39 - dopo quasi 40 minuti dall’inizio - la radio avvisa: “Siete all’ascolto di Orson Welles e del Mercury Theatre in una drammatizzazione di La guerra dei mondi di H.G. Wells”, un libro pubblicato nel 1897.
Si trattava solo di una burla. Eppure, Welles fu accusato di aver attentato alla salute mentale dei cittadini: durante la trasmissione infatti la polizia e i giornali furono sommersi di telefonate disperate. Per le strade si diffuse il caos, con cittadini in fuga in tutte le direzioni, molti con fazzoletti bagnati sulla bocca.
Il giorno dopo i giornali non parlarono d’altro: “Radio ascoltatori nel panico, confondono un radiodramma con la realtà”, titolò il «New York Times».
Quello di Orson Welles è stato lo scherzo di Halloween più famoso della storia. Ma fu anche una lezione: molti iniziarono a interrogarsi sul potere dei media, sulla capacità di manipolare le opinioni, di ingannare e di mentire. Era il 1938, il periodo dei totalitarismi, e Dorothy Thompson, sul «New York Herald Tribune», scrisse che Welles “aveva dato un contributo maggiore alla comprensione dell’hitlerismo, del mussolinismo, dello stalinismo, dell’antisemitismo e ogni altro terrorismo di tutte le parole mai scritte sull’argomento”.
Aveva ragione e quella lezione, a ben pensarci, è ancora di drammatica attualità. Comunque, alla fine i marziani erano stati uccisi da germi e batteri terrestri che avevano intossicato i loro organismi, e l’umanità si era salvata.
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