LA RINUNCIA
L’occasione persa da Zerocalcare
La scelta del fumettista di non partecipare al Lucca Comics fa discutere

La fortuna di aver avuto un padre amante dei fumetti è pressoché incalcolabile. Crescere circondato da albi contenenti storie che non solo ti portano in altri mondi, come i libri, ma che sono anche in grado di mostrarteli è un innesco per la fantasia che ha pochi paragoni. E così abbiamo avuto il privilegio di volare con l’immaginazione tra gli alberi di Tarzan e lo spazio con Flash Gordon, ma pure in mondi del tutto inventati, quali Topolinia o Paperopoli, vivendo avventure straordinarie e, soprattutto, convinti che tutto ciò fosse possibile. Ma il fumetto non è solo questo, è anche racconto della realtà, magari secondo vie espressive ironiche e satiriche, ma che consentono di vivere il presente secondo angolazioni originali e a volte inattese.
Di questi giorni è la scomparsa di un artista che ha vissuto secondo questo approccio, come Staino, espressione altissima di una tradizione come quella italiana particolarmente solida in questo senso. Vignette e impegno politico, un binomio fortissimo che nel nostro paese poggia le radici più recenti su una irriverente rivista chiamata “Il male”, pubblicata a cavallo fra anni 70 e 80. Ancora oggi naturalmente c’è chi scrive e disegna per rappresentare la propria visione del mondo che ci circonda e uno dei nomi più in voga di questi tempi è quello di Zerocalcare. Al secolo Michele Rech, l’autore aretino è divenuto un fenomeno pop, dopo tre lustri di carriera, grazie alla trasposizione in serie tv su Netflix della sua serie di fumetti dal titolo “La profezia dell’armadillo”.
Ecco perché nei giorni scorsi ha fatto parecchio scalpore la decisione da parte del fumettista, spesso ospite di “Propaganda Live” su La7, di non partecipare a Lucca Comics & Games, il tradizionale raduno che si svolge nella città toscana e che ogni anno coinvolge migliaia fra artisti di ogni genere e appassionati. Rech ha deciso di rinunciare alla partecipazione perché patrocinata dall’ambasciata d’Israele in Italia.
L’artista ha spiegato come la sua scelta, presa a malincuore, sia dovuta alle proprie convinzioni che lo hanno portato a sostenere da sempre la causa palestinese e al pensiero dei tanti amici, anche fumettisti, che si trovano in questo momento a Gaza sotto i bombardamenti. Zerocalcare ha affermato che spera che in futuro anche loro potranno partecipare e ha chiarito che non ha nulla contro i due artisti israeliani che hanno disegnato la locandina di questa edizione della manifestazione che esiste dal 1966.
A seguito della sua rinuncia poi anche altri artisti hanno rifiutato l’invito, non solo fumettisti, ma anche musicisti che avrebbero dovuto esibirsi in eventi collaterali. Il tema è davvero delicato e non ha senso condensare in poche righe una riflessione che merita altri approfondimenti ma restiamo perplessi di fronte a questa scelta proprio per il valore che avrebbe potuto avere la partecipazione di voci fuori dal coro. Si è persa l’occasione per aprire un dibattito da una prospettiva differente, sfruttando proprio quella sorta di ponte originale che solo l’arte del fumetto è in grado di fornire.
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