A LUINO
Il pennello d’oro di Boldini

Aveva un pennello d’oro, capace di dare vita ai soggetti ritratti, di renderli immortali. E di «spogliare i propri contemporanei ritraendoli vestiti», come scrisse con arguzia sulle pagine di «Le Figaro» il critico Arsene Alexandre.
Per questo Giovanni Boldini (Ferrara 1842 - Paris 1931), all’apice della sua carriera, era ricercato e apprezzato nei salotti aristocratici e borghesi di tutta Europa.
Anche Nanne Wiborg, la ricca moglie norvegese dell’industriale Taddeus Schrader, donna emancipata, musicista e organizzatrice di concerti, non resistette all’idea di avere un ritratto siglato dal pittore di Ferrara.
La magnifica tela, di collezione privata e raramente esposta, si può ammirare (su gentile segnalazione di Bottega Antica) per tutto il periodo natalizio nelle splendide sale liberty di Palazzo Verbania a Luino, restaurato e riaperto al pubblico la scorsa primavera.
Un evento, curato da Federico Crimi, all’interno di un programma culturale ideato dal direttore artistico Chiara Gatti, in cui contenitore e contenuto si sposano alla perfezione.
Per ricostruire l’ambiente Belle Époque, la tela è accompagnata da gioielli, tessuti e accessori, dalle gigantografie di altre femme fatale ritratte da Boldini, come l’audace marchesa Luisa Casati Stampa o la soprano Lina Cavalieri (la «Venere in terra» secondo D’Annunzio).
Il sottofondo musicale creato ad hoc con brani di Debussy, Satie e Chopin restituisce il mood dei salotti europei di fine secolo.
Tutto giocato sui toni del bianco, dallo sfondo neutro all’incarnato eburneo, fino alle candide evanescenze della veste frusciante, cui fanno da contrasto pochi, perfetti colpi di rosso sul corpetto e sulle labbra, quello di Lady Nanne è un ritratto modernissimo.
È lo specchio di una donna sicura e intraprendente, una delle poche modelle di Boldini a non lasciarsi sedurre dal suo fascino. Il carattere volitivo trattenuto dalla compostezza aristocratica, lo sguardo altero ed elegante, che sembra ammiccare all’osservatore «con un lampo di vita fuggevole da acchiapparsi al volo», come scrisse Ardengo Soffici: Nanne Schrader incarna il vigore intellettuale e caratteriale della donna del nuovo secolo e al contempo la bellezza fuggevole di un’epoca che sta per finire.
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