IL FATTO
L’uomo dei sogni e la rete che intrappola
Una incredibile vicenda reale ha ispirato un film con Nicolas Cage

Quante volte vi è capitato di incontrare un amico che vi ha detto: «Stanotte ti ho sognato»? Provate a immaginare di incrociarne, nella stessa giornata, un altro che afferma la stessa cosa. E poi un altro e un altro ancora. Poi la sera, disorientati, tornate a casa e vostra moglie vi dice altrettanto. E infine anche vostra figlia. Probabilmente pensereste di essere impazziti, o che si tratti di un grande scherzo architettato da parenti e conoscenti. Eppure c’è chi dice che sia accaduto davvero.
La vicenda è al centro di un film dal titolo “Dream Scenario”, uscito anche nelle sale italiane, ma passato del tutto inosservato e ora reperibile su alcune piattaforme streaming. Il protagonista è Paul, un grigio professore americano, interpretato da un Nicolas Cage mai così bravo, che si ritrova a vivere questa kafkiana vicenda, resa ancor più allucinante dall’improvvisa notorietà che ne deriva dopo un’intervista e il conseguente passaparola. Già, perché in tutto il mondo inizia a spuntare gente che afferma di aver sognato quest’uomo dall’aria pacifica e un po’ sfigata. Ma non sempre essere sotto la luce dei riflettori è un vantaggio e Paul lo scoprirà a proprie spese.
Non andiamo oltre perché il film, per quanto bizzarro, o forse proprio in virtù di questo, merita di essere visto. Quello che è però ancor più curioso è il fatto che una vicenda tanto incredibile pare ispirata a un fatto vero (o quasi). La vicenda risale al 2006 quando uno psichiatra di New York buttò giù una sorta di identikit di un uomo misterioso apparso in sogno a una paziente. Un secondo paziente lo vide e disse di avere anche lui sognato questo strano personaggio stempiato e con le sopracciglia foltissime. Lo psichiatra, quasi per divertimento, si consultò con vari colleghi e scoprì che l’uomo aveva popolato il sonno di pazienti di colleghi di tutto il mondo.
L’intruso dei sogni venne chiamato “This Man” (ovvero quest’uomo) e fu aperto il sito www.thisman.org per mettere in connessione chi lo aveva sognato ma anche per capire chi potesse essere. Fiorirono le teorie, da quella di stampo junghiano che sosteneva che si trattasse di una figura archetipica presente in tutte le menti umane, ad altre più strampalate di stampo religioso (il volto di Cristo?) ma un bel giorno è saltato fuori che si trattava di una grande bufala. E ad architettarla non poteva che essere un italiano, per la precisione un sociologo di nome Andrea Natella, fondatore di un’agenzia pubblicitaria chiamata Guerrilla Marketing, specializzata in campagne pubblicitarie particolarmente aggressive.
L’intento era quello di dimostrare come internet fosse in grado di condizionare l’opinione pubblica anche veicolando messaggi assurdi. Facile capire, essendo la vicenda di quasi vent’anni fa, quanto quella di Natella sia stata un’intuizione geniale in larghissimo anticipo sull’era delle fake news e che forse sarebbe stata da prendere maggiormente sul serio. Soprattutto perché questa tendenza al condizionamento di massa attraverso il digitale è presto uscita dal mondo dei sogni divenendo una drammatica realtà, dando un significato nuovo e ben più inquietante al concetto di “rete”.
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