MUSEO PARISI VALLE
Alapv “a tutto tondo”

L’Alapv ha chiamato i propri artisti ad una sfida con se stessi partecipando ad una collettiva inaugurata il 20 luglio al museo Parisi Valle di Maccagno.
La sfida stava nella forma delle opere da presentare: tondi di 30 e di 80 centimetri di diametro, sfere da 60 e 80 centimetri ed alcuni tavoli d’artista.
A prima vista sembrerebbe innanzitutto un invito ad andare oltre le forme usuali adottate dal mercato, di solito con tele prefabbricate rettangolari di varie misure. Il tondo obbliga l’artista a creare su una dimensione diversa dalle solite e quindi a porsi di fronte a problematiche ed accorgimenti non comuni.
Per quanto riguarda la ceramica la dimensione prescelta è tale da rifuggire dall’oggetto meramente decorativo, richiedendo una struttura cromatica impegnativa. Ma, al di là di queste motivazioni pratiche legate al «saper fare», l’idea di usare la forma tonda su tavola assume pure un significato storico. Il tondo, simbolo di perfezione ed equilibrio, ha precedenti famosi nella storia dell’arte.
Probabilmente il più conosciuto e celebrato al mondo è il Tondo Doni, una tempera grassa su tavola di Michelangelo esposto agli Uffizi di Firenze. Dipinto fra il 1505 ed il 1506 per ricordare il matrimonio fra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, in un periodo cruciale per l’arte fiorentina dell’inizio secolo per la compresenza in città di Michelangelo, Leonardo e Raffaello, apportò un importante contributo al già vivace ambiente fiorentino, che nel primo decennio del secolo visse una stagione di straordinario fervore culturale.
Il dipinto è l’unico su tavola del maestro che aveva studiato da poco la potenzialità del formato, molto apprezzato nel primo Rinascimento per gli arredi devozionali domestici. Il Tondo Doni è conosciuto come capolavoro assoluto non solo per l’ardita ed innovativa struttura mistilinea, ma anche per i valori spirituali ed i riferimenti sacri lucidamente evidenziati.
La mostra al museo di Maccagno è significativa e conta, nelle varie differenze di stile fra un autore e l’altro, su numerosi lavori alquanto interessanti non solo a livello di tecnica esecutiva, ma anche di fascinazione emotiva.
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