IMBARCAZIONI
Museo della barca lariana a Como: un patrimonio unico
Una raccolta di inestimabile valore per la nautica. Presenti la lancia usata da Silvio Pellico e la gondola più antica al mondo

All’interno ci si può commuovere, ammirando la Merope, la barca a vela, Classe Star con cui il timoniere Agostino Straulino e il prodiere Nicolò Rode vinsero, a Helsinki 1952, uno dei quattro ori della storia della vela italiana alle Olimpiadi. Oppure si possono scoprire com’erano le gondole veneziane dell’Ottocento perché un’imbarcazione arrivata fino ai giorni nostri che era utilizzata sul Lago di Como, a Villa Balbaniello, non è stata erosa dalla salsedine della laguna veneta ma, grazie all’acqua dolce del lago, si è conservata perfettamente. Sono solo due dei capolavori che si possono ammirare nel Museo della barca lariana, nato nel 1982 e situato a Pianello del Lario, in una filanda ottocentesca, per custodire e salvare imbarcazioni d’epoca e tramandare le tradizioni culturali nautiche (info museobarcalariana.it).
Qui, la fondazione Museo barca lariana tutela un patrimonio unico al mondo, nato da anni di studio e di conoscenza del territorio. Si tratta di una raccolta di inestimabile valore per il settore nautico e per la storia d’Italia, ospitata in 2.500 metri quadrati di sale aperte al pubblico e 2.000 metri quadrati di parco attrezzato. Il percorso museale, suddiviso su tre livelli, oltre all’ampio spazio esterno, conta centinaia di scafi storici fra barche a remi, gondole, barche da pesca, caccia e contrabbando, motoscafi entrobordo e fuoribordo, vaporetti per trasporto passeggeri, catamarani da competizione, barche a vela e antichi barconi da lavoro. In aggiunta, ci sono migliaia di oggetti nautici, di documenti e fotografie originali, e di volumi a tema nautico.
Portando avanti la volontà del suo fondatore, Gian Alberto Zanoletti, amante del lago e delle sue barche, il museo si propone oggi di raccontare non solo la storia della nautica lariana, ma dell’Italia intera. Dagli antichi Romani fino ai giorni nostri, le barche raccontano vite ordinarie e straordinarie: un incantevole viaggio che restituisce ai visitatori il ricordo di un’Italia meravigliosa, da ricordare e che può essere uno stimolo per le generazioni future.
«Per esempio - racconta Ferdinando Zanoletti, figlio del fondatore e presidente della fondazione - abbiamo da poco restaurato la barca, una lancia, con cui Silvio Pellico si spostava tra Lezzeno e Villa Balbianello». Si racconta che la sera, Pellico amasse scendere in darsena Balbianello e fermarsi a contemplare il lago, assaporando il gusto di un sigaro e discutendo di Italia e di rivoluzione con l’amico Pietro Maroncelli. Ma una ronda austriaca, perlustrando la zona e remando silenziosamente sotto riva, udì i loro discorsi. Così per i due patrioti si spalancarono le porte delle prigioni imperiali.
Insomma, al Museo della barca lariana si trova un vero patrimonio culturale condiviso, racconti e vicende museali in continuo aggiornamento, frutto di quotidiane ricerche, di testimonianze e racconti, che ci rendono orgogliosi della nostra storia. «Ci sono anche le barche utilizzate per il trasporto delle merci, quando ancora non c’erano i camion - aggiunge Zanoletti - oppure la più antica gondola con felze al mondo perfettamente conservata, perché l’acqua del lago è chiaramente meno aggressiva e deteriorante di quella della Laguna di Venezia». Oltre agli scafi, numerose sono le diapositive, le foto d’epoca, le infinite registrazioni e testimonianze di maestri d’ascia, “barcaroli”, pescatori e la vasta biblioteca con migliaia di libri e riviste storiche di settore.
Fra i pezzi più importanti della collezione, il museo custodisce anche il Laura I Abbate, primo scafo a infrangere la barriera dei 200 chilometri orari, il Cisko-Yu, spettacolare vela Thames A-Rater inglese di fine Ottocento, il Balilla, primo battello a vapore monoelica e le ultime barche tradizionali rimaste in vita sul lago di Como. Tra gli ultimi arrivati si segnala, infine, il Freccia dei Gerani, amatissimo aliscafo e unico superstite degli Rhs70 Rodrigues. Gioielli della tecnologia e della storia, attraverso i quali ci si può immaginare col vento tra i capelli e le onde sullo scafo, tra Bellagio e Menaggio, Varenna e Cernobbio, vivendo un passato romantico, glorioso e, oggi, perfettamente conservato e valorizzato.
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