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«Vi porto nei miei mondi senza limiti»

Misteriosa e poliedrica, Myss Keta è appena uscita (il 13 novembre) in versione solo digitale con il suo nuovo Ep «Il cielo non è un limite» (Island Records/Universal Music Italia), anticipato dai singoli «Giovanna Hardcore», «Due» e dalla live performance a Torre GalFa, Milano - da dove ha presentato il nuovo lavoro - visibile su YouTube.
L’Ep ha al suo interno sette nuove tracce prodotte da Riva, con interventi di Populous e Unusual Magic, un featuring di Priestess e un cameo di Lilly Meraviglia. Riferendosi al titolo, Myss ha commentato: «Ci è venuto naturale andare su questo elemento, visto che in questo momento siamo tutti confinati in luoghi delimitati. Eppure, anche durante il primo lockdown, nonostante fossimo chiusi riuscivamo a vedere il cielo dalle finestre, che diventavano delle cornici. E così, guardando l’illimitatezza cielo, siamo riusciti a spalancare una finestra sulla nostra interiorità».
Un’altra fonte d’ispirazione per l’artista milanese sono stati i videogiochi, «in particolare - ha spiegato - tutti i giochi della Playstation 1, quindi anni Novanta, che avevano suoni futuribili e futuristici».
Un’altra immagine scelta da Myss Keta per questo lavoro è maturata pensando ad architetture come Torre GalFa: «Abbiamo visualizzato aerei che passavano attraverso il cielo, immaginando di vederli sfrecciare da un palazzo di vetro e acciaio. Torre GalFa era l’idea architettonica che avevamo in mente». Quanto alle sonorità, ha spiegato, «sono super sperimentali e istintive, direi anche spinte. Sono contenta di essermi sfogata e di aver cantato. Mi sono ispirata allo stile clubbing, visto che adesso non possiamo andare a ballare ma le nostre stanze sono diventati i nostri club. Dentro ci sono suoni jungle e deep house, la mia grande passione, il tutto cantato con una vocalità recitata ed estremizzata, performativa».
L’artista ha voluto anche cimentarsi con diverse lingue: «È la prima volta che mi sento così esploratrice, infatti canto anche in tedesco, inglese e addirittura in greco antico». Interessante anche l’aspetto dei vari personaggi interpretati da Myss Keta, dei veri e propri «Doppelgänger»: nel brano «Giovanna Hardcore» che passa dal primo al secondo Medioevo, «dai roghi ai fuochi che si accendono durante i rave per sentire caldo». Poi c’è «Rider Bitch», che tocca una categoria di lavoratori molto contemporanea: «I rider sono angeli di un momento tremendo, sottopagati e sfruttati».
La canzone «Photoshock» racconta invece di un modella anni Novanta circondata dai fotografi e riflette sul rapporto con i social. «Diana», invece, rimanda a boschi, fate e divinità: «Io e Priestess siamo delle dee moderne». Myss Keta indossa da sempre una maschera per celare la propria identità: «Il mio personaggio lo fa per nascondere il viso e mostrare l’interiorità. Oggi tutti noi dobbiamo indossarla: lo vedo come un gesto importante, che denota rispetto verso gli altri e verso di sé, per proteggere la comunità. All’inizio della pandemia la mascherina era vista - sottolinea Keta - come qualcosa di cattivo, che creava paura e disturbo. Oggi ci rassicura».
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