IN MOSTRA
Nicola Samorì e il fascino della ferita
“Intra Vulnera tua” fino all’8 febbraio è alla Galleria San Fedele di Milano

Il titolo della personale di Nicola Samorì, Intra Vulnera tua, a cura di Andrea dall’Asta, in corso alla Galleria San Fedele a Milano trae ispirazione da un versetto della preghiera medioevale dell’Anima Christi “intra vulnera tua absconde me”. Composta da oltre venti opere, tra dipinti e sculture, la mostra anima polisemiche riflessioni sul concetto di ferita a partire dalla dinamica del gesto compiuto al fine di enucleare un confine tra l’oggettività della superficie e uno spazio interiore, arrivando all’idea di territorio negato e al tempo stesso da immaginare, come ne La logica del sasso, in quanto il passato si rivisita nel presente. Affiorano di conseguenza rimandi pagine di storia dell’arte, mitologiche e cinematografiche. Dalla Madonna del Partodi Piero della Francesca, sino al taglio di Lucio Fontana. La mitologia ci porta al parto maschile di Giove. Dallo squarcio della sua fronte prodotto da Hefesto, nasce Pallade Atena. Profonda riflessione sulla maternità e l’accettazione dell’altro è data in Alien di Ridley Scott. Sta in tali dinamiche la preziosità del lavoro di Nicola Samorì (Forlì 1977, vive e lavora a Bagnacavallo in provincia di Ravenna). Carne e fremito animano i suoi lavori attraverso passaggi generativi dove ragione e sentimento, mistero e conoscenza, si mutuano a vicenda. Il succedersi delle opere in mostra, impone stati meditative nella ricerca di un alfabeto tale da mutuare l’avvento di una genesi. Inoltre per la chiesa di San Fedele, Nicola Samorì ha realizzato una piccola tavola lignea che raffigura Cristo alla colonna, che sarà collocata in un confessionale cinquecentesco.
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