TERRITORIO
«No alle trattative dei singoli Paesi. L’Europa deve essere compatta»
Il presidente di Confindustria Varese, Roberto Grassi, chiede politiche di lungo periodo a sostegno delle aziende

Macchinari, prodotti farmaceutici e mezzi di trasporto: sono questi i tre settori sul podio delle esportazioni varesine verso gli Stati Uniti. Secondo il centro studi di Confindustria Varese, gli Usa nel 2023 rappresentavano circa il 9% del totale del nostro export. Nel 2018 il peso era pari al 5%. Non basta. Al 2023 gli Usa rappresentano il primo mercato estero di sbocco del farmaceutico varesino, spodestando per la prima volta dal 2018 la Germania, Giusto dunque fare attenzione a ciò che accade Oltreoceano.
«Di fronte ad uno scenario internazionale sempre più complesso e al rischio di un’escalation delle tensioni commerciali - sottolinea il presidente di Confindustria Varese, Roberto Grassi - serve più che mai un’Europa compatta nel sentirsi legata a un destino comune. Non c’è nessun livello di governo nazionale in grado di poter far fronte a dinamiche globali o a politiche protezionistiche da parte di giganti come Usa o Cina. Non dobbiamo farci condizionare dalla tattica del divide et impera. Le decisioni unilaterali dei governi non sono in grado di dare vita a una politica industriale di lungo periodo capace di incidere sulla competitività dei nostri sistemi economici presi singolarmente. Credo che l’Italia debba farsi promotrice a Bruxelles di una politica Ue che richiami al rispetto dei trattati internazionali i partner mondiali, cercando sia strade di dialogo con gli Usa, sia di evitare strategie separate tra partner europei». Anche se la vera preoccupazione del mondo industriale, oggi, è un’altra: i costi energetici. «Ciò che, come imprenditori, auspichiamo è che la questione industriale, nella sua interezza a partire dai costi dell’energia, venga riportata al centro dell’attenzione della politica nazionale ed europea. È questa la vera emergenza. Da una parte uno strutturato ritorno dell’Italia al nucleare, dall’altra una rivisitazione in Europa del Green Deal. Così come è urgente pensare politiche di accompagnamento delle imprese nelle transizioni digitali, affrontando in primis la sfida dell’intelligenza artificiale. Sono tutte questioni strutturali legate alla competitività delle nostre imprese e a quella dei territori più manifatturieri e più internazionalizzati come il nostro».
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