CALO DELLE NASCITE
Nuovo record negativo: solo 385mila neonati

Il calo delle nascite e la cronicità demografica venutasi a creare sono due grandi sfide che il Servizio Sanitario Nazionale dovrà affrontare dopo gli anni del coronavirus, sfide che passano attraverso un comune denominatore: la salute della donna.
L’INDAGINE
Secondo una recente indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni dollaro speso in salute per la donna genera 20 dollari in benefici economici. Considerare di primaria importanza il benessere femminile significa avere a cuore l’intera società, incidendo positivamente sul tessuto sociale ed economico di un paese.
Mentre lo scenario europeo è dominato dall'aumento fuori controllo dei costi dell'energia, diventa sempre più urgente invertire la rotta nel calo delle nascite che nel 2021 ha registrato un nuovo record negativo con soli 385.000 neonati. A richiamare la necessaria attenzione sulla centralità del tema salute al femminile è Organon, azienda farmaceutica dedicata in particolare alla salute della donna in ogni fase della vita.
LA NUOVA STRATEGIA
In particolare risulta di grande importanza il lancio della strategia ESG (Environmental Social Governance) Her Promise, che vuole essere una risposta concreta per la salute femminile. Una strategia finalizzata a sostenere le donne, mettendo a disposizione una proposta innovativa a tutela della loro salute e in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'OMS.
Cardini di questa strategia sono un più ampio accesso alla contraccezione per evitare nel mondo, da oggi al 2030, 120 milioni di gravidanze indesiderate, una lotta più giusta alle disparità e un' equa rappresentanza di genere. «La salute della donna - sottolinea Alper Alptekin, presidente di Organon Italia - è un potente volano di benessere sociale e di crescita economica, per cui siamo orgogliosi di averla scelta come nostra area terapeutica prioritaria».
L’emergenza Covid ha indotto circa due coppie su tre a rinviare il progetto di una gravidanza o addirittura a rinunciarvi definitivamente. Si sono verificate inoltre la mancanza di una corretta pianificazione familiare, la scarsa informazione sulla contraccezione e le difficoltà di accesso tempestivo ai percorsi di Fertilità e di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
L’ANALISI
Da un' analisi denominata NERAD risulta che nel nostro Paese una gravidanza su 4 non è pianificata e in oltre la metà si fa ricorso a un’interruzione volontaria di gravidanza, con i conseguenti effetti sulla salute psicofisica della donna. Pesano soprattutto la carenza di informazioni sulle possibili scelte contraccettive e la quasi totale assenza di programmi educazionali sull’argomento a cominciare dalle giovani donne nelle scuole. Su un campione di mille italiane tra i 18 e i 40 anni, una donna italiana in età fertile su tre (33%) non ha mai chiesto al proprio ginecologo informazioni sulla contraccezione, mentre il 48% si informa su Internet.
Uno scarso ricorso alle tecniche che favoriscono la fertilità è l’altra faccia del percorso a ostacoli verso un’adeguata pianificazione familiare: 1/3 dei trattamenti di PMA è eseguito in coppie dove la donna ha superato i quarant'anni, abbassando notevolmente il tasso di successo, che passa dal 21,6% per le pazienti con meno di 35 anni al 4,1% per quelle con più di 43 anni. Nell’accesso alla PMA esistono delle disomogeneità a livello regionale, per una diversa distribuzione dal nord al sud dei centri pubblici e privati convenzionati, lunghe liste di attesa e ostacoli burocratici.
IL FATTORE DELL’INVECCHIAMENTO
Oltre al calo delle nascite, fattore responsabile delle difficoltà economiche nella nostra sanità è l'invecchiamento: in Italia un quinto della popolazione è over-65, con conseguente impatto delle principali malattie croniche (cardiovascolari, dislipidemie, osteoporosi, patologie respiratorie). Nelle persone di cinquant'anni, un individuo su due soffre di una patologia cronica e negli over-75 le malattie croniche diventano due e più.
Per gli eventi cardiovascolari (infarto, ictus, vasculopatie periferiche) le donne in età fertile presentano un sorta di ombrello protettivo, ma tale protezione ormonale viene meno con la comparsa della menopausa e i medici di medicine generale dovrebbero valutare questo rischio, adottando misure di prevenzione primaria con farmaci di sicura efficacia oggi disponibili.
LA SOSTENIBILITÀ
Al tema della cronicità si associa inevitabilmente quello della sostenibilità, per garantire cure di qualità a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Per una risposta valida ed economica ci sono i biosimilari, farmaci biologici del tutto comparabili con i farmaci originali in termini di qualità e sicurezza, ma di costo minore.
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