IL ROGO E LA FUGA
Oggiona, caccia all’uomo dopo le fiamme
La persona che ha dato fuoco alla sede della polizia locale braccato grazie alle telecamere

Arrivato con una tanica di liquido infiammabile, ha versato il combustibile davanti alla porta e sul pannello d’ingresso e ha dato fuoco alla sede della polizia locale di Oggiona con Santo Stefano. È successo sabato sera, 12 ottobre, davanti alle telecamere di videosorveglianza. Il comando dei vigili e tutto il municipio hanno rischiato di andare distrutti se la tanica non si fosse infiammata bloccando l’uomo e il rogo non fosse stato spento rapidamente dai vigili del fuoco.
IL SINDACO: «ATTO GRAVISSIMO»
Ieri mattina, il sindaco Franco Ghiringhelli sotto choc dopo l’episodio ha sottolineato: «Un atto gravissimo. A Oggiona non era mai accaduto nulla di simile». Anche il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, si è interessato alla vicenda chiamando il primo cittadino. Gli abitanti del paese ieri sono intanto rimasti sconvolti quando hanno visto la sede della polizia locale delimitata dal nastro dei carabinieri e annerita dalle fiamme. Ora delle indagini si stanno occupando appunto i carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e della stazione di Cassano Magnago. I militari sono i primi ad arrivare sul posto dopo che un uomo, passando in auto, ha visto le fiamme e dato l’allarme.
I FILMATI
Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza poste in municipio e nella zona: si pensa infatti che l’auto del piromane sia passata dai varchi d’ingresso e uscita del paese. La pista? «Nessuna è esclusa, ma lasciamo lavorare i carabinieri», afferma fiducioso il primo cittadino, che esclude si possa trattare di una tensione politica o legata alle proteste legate alla vendita di Villa Colombo che qualche giorno fa hanno agitato la comunità: «Lo scarterei, non penso che l’incendio possa essere collegato».
MOVENTE DA CAPIRE
Poiché l’uomo con la tanica è andato dritto al comando della polizia locale, una delle prime ipotesi è che si possa trattare di qualcuno che si è visto recapitare una sanzione particolarmente salata. I carabinieri sentiranno comunque il comandante Giovanni Cipolletta e gli agenti per valutare possibili indiziati. Intanto anche i vigili del fuoco di Malpensa si stanno occupando dell’analisi del combustibile, per capire se fosse davvero benzina e avere maggiori dettagli. Il sindaco assicura comunque che «i danni sono stati limitati, ma abbiamo rischiato grosso anche per la sede del Comune e il nostro archivio». Il bilancio pare insomma limitato con danni a infissi, computer e una scrivania. Il colpevole rischia una condanna da 3 a 7 anni di reclusione.
© Riproduzione Riservata