DA GUSTARE
Arriva il potato milk

Arriva un bastimento carico di... latte. Se iniziasse davvero così il famoso gioco, si perderebbe non poco tempo a trovare la soluzione. Oltre al tradizionale latte vaccino, da anni il mercato è ormai invaso da altri invitanti prodotti vegetali: riso, soia, mandorle, cocco, avena, farro, nocciole. Ma c’è anche un nuovo venuto, che potrebbe presto imporsi per i valori nutrizionali ed ecosostenibili: il latte di patate.
Il potato milk è il risultato delle recenti ricerche di Eva Tornberg, docente dell’Università di Lund in Svezia. Proprio in quella terra scandinava è commercializzato con il nome di Dug dall’azienda Veg of Lund, la quale lo sta distribuendo anche nel Regno Unito. Sulla sua ricetta, rigorosamente top secret, aleggia il mistero. Si sa che le patate vengono dapprima cotte e in seguito emulsionate con olio di colza, anch’esso vegetale. Infine, sono aggiunte proteine di piselli, fibra di cicoria, lecitina di girasole, acido folico e maltodestrine (carboidrati ottenuti dalla scomposizione di amidi o cereali). Questo mix fa del potato milk una bevanda molto nutriente. Ai sali minerali propri della patata, come il potassio, si sommano ferro e calcio. Contiene inoltre un’alta percentuale di vitamine B12, B2 e D, e in misura minore A, C, E e K. Tutti ingredienti che forniscono l’organismo ingenti quantità di leucina, essenziale amminoacido che aiuta la rigenerazione cellulare e muscolare. Il prodotto è adatto a chi soffre di allergie alimentari, essendo privo di lattosio, soia, glutine e frutti a guscio, oltre che povero di zuccheri e grassi saturi.
Ma qual è il gusto di questo drink lattiginoso? La società produttrice afferma che è leggermente salato e simile a quello della patata cruda. Ma in realtà ha un sapore abbastanza neutro, tanto che può sostituire tranquillamente il latte vaccino. Che sia versato in una ciotola con cereali, combinato in un inedito caffelatte o utilizzato per dolcetti al forno casalinghi, il latte di patate unisce alle proprie caratteristiche gluten free un’inaspettata versatilità culinaria.
La Veg of Lund propone tre varianti: l’Originale, la Barista per una maggiore cremosità e la Unsweetened senza zuccheri aggiunti. Il prezzo è modico: 3 confezioni da un litro costano circa 8 euro. Ma il vero motivo per comprare latte di patate è l’impatto ambientale green. La sua carbon print, parametro che misura le emissioni di gas serra per la lavorazione di un prodotto, è infinitamente più bassa del latte vaccino tradizionale. Rispetto alla soia, seconda soltanto all’allevamento bovino come fronte di deforestazione, offre garanzie ecologiche decisamente più solide. Per produrre la stessa capacità di latte d’avena serve il doppio del terreno. Il latte di mandorle richiede invece un quantitativo di acqua di ben 56 volte superiore a quello di patate. Merito della resistenza e della resilienza di uno dei tuberi più cucinati al mondo, in grado di essere coltivato sottoterra anche in situazioni climatiche difficili e sempre al riparo dalle intemperie. L’unica critica che si può muovere a Dug è l’impiego dell’olio di colza, la cui produzione nasconde spesso attività di sfruttamento ambientale. Ma il potato milk rappresenta soprattutto un trend verde di agricoltura e alimentazione. Chi si affanna ad acquistarlo online non si abitui. Sembra che presto arriverà in Italia.
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