DA GUSTARE
Vietnam, un buon caffè

Quando si pensa al Vietnam, è difficile che una delle prime cose che vengono in mente sia il caffè. Eppure il Vietnam è il secondo maggiore produttore di caffè al mondo, superato soltanto dal Brasile.
Il caffè è da tempo entrato nella tradizione dei vietnamiti, che lo consumano preparandolo in tanti modi diversi e lo esportano in tutto il mondo. La produzione di caffè in Vietnam è principalmente composta da chicchi di Robusta, la varietà più amara, con una consistenza più ruvida e un gusto più forte e allo stesso tempo dolce rispetto all’Arabica. Questo è dovuto alla varietà di caffè utilizzata, al metodo di tostatura e alla preparazione del caffè. Infatti, i chicchi di caffè Robusta contengono il doppio della caffeina che si trova nei chicchi di Arabica. Inoltre, i vietnamiti tostano il caffè con burro e zucchero. Infine, la preparazione del caffè non avviene attraverso l’uso di macchine elettriche: al contrario, una volta macinato, il caffè viene posto all’interno del caratteristico filtro Phin, dal quale gocciola direttamente nella tazzina.
L’amore del Vietnam per il caffè risale al 1857, durante il periodo coloniale francese. I coloni erano interessati a sviluppare nel territorio vietnamita delle colture che potessero competere nel mercato: fu così che la produzione di caffè divenne un elemento importante nell’economia. Durante la guerra di liberazione contro l’occupazione americana, lo spopolamento degli altipiani centrali causò uno stallo nella produzione del caffè. Tuttavia, dalla fine del conflitto, il caffè è tornato centrale nell’economia vietnamita: infatti, il caffè è il secondo prodotto agricolo che il Vietnam esporta, superato solo dal riso.
Per preparare qualcosa di simile anche a casa nostra, bisogna utilizzare una caffettiera simile alla French Press, dove si versa del latte condensato e quattro cucchiaini di polvere di caffè. Poi si chiude il filtro a vite, si versa sul caffè dell’acqua bollente e si chiude il coperchio. Il caffè si crea, come detto, per «gocciolamento» e occorrono parecchi minuti perché goccioli tutto. Si beve caldo appena fatto, ben girato in un bicchiere, esaltandone la cremosità creata dal latte condensato. Oppure si può gustare freddo col ghiaccio.
Ecco infine una carrellata di tazzine dei caffè vietnamiti che potrebbero stuzzicare la fantasia. Perché, per stupire un ospite o farsi «un viaggio» in estremo Oriente, basta, per l’appunto, «a tazza ‘e cafè».
EGG CAFÈ - Energetico e cremoso, l’Egg cafè è il «cappuccino» vietnamita. Gli ingredienti sono uova fresche di gallina, zucchero, latte condensato e, ovviamente, caffè. I tuorli delle uova sono mescolati e sbattuti con latte e zucchero, e bolliti. Successivamente viene aggiunto il caffè il quale, passando attraverso lo strato superiore di crema e depositandosi sul fondo, acquisisce un gusto particolare. Il risultato? Un tiramisù al sapore d’Oriente.
BAC XIU - Adatto per chi cerca una bevanda meno forte, il Bac xiu è un bicchiere di caffè con latte condensato e ghiaccio.
CAPHE SUA CHUA - Come il caffè, così anche lo yogurt è stato introdotto in Vietnam durante il periodo coloniale francese e i vietnamiti lo hanno adottato nella tradizione culinaria locale. Uno dei modi di servirlo è proprio in un bicchiere di caffè nero. Anche in questo caso la cremosità la fa da padrone.
CAPHE DUA - Quando hanno voglia di un caffè un po’ meno dolce, i vietnamiti mescolano il caffè con latte di cocco: se ne ricava il delizioso caffè al cocco, servito caldo oppure freddo, con molto ghiaccio.
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