AL TEATRO ARCIMBOLDI
Ornella Vanoni, un’emozione «Senza fine»
Festeggia una carriera con 55 milioni di dischi venduti nel mondo

È un modo per dire che la sua musica continua ancora, a discapito del tempo, dello spazio, dei cambiamenti di percezione e sensibilità. Perché l’eleganza non invecchia mai e Ornella Vanoni in questo campo è una vera e propria veterana. Non a caso il titolo scelto per il suo doppio concerto-evento al Teatro Arcimboldi di Milano, sabato 27 e domenica 28 alle 21, è “Senza fine”. In esso non risiede solo il rimando a una delle sue più celebri e applaudite canzoni, ma la volontà di trasformare quelle note sfuggevoli in una memoria imperitura. In un’emozione, dunque, da far rivivere in qualsiasi momento.
Vanoni, diva intellettuale ma allo stesso tempo anche popolare della canzone italiana, festeggerà in questa occasione una carriera coronata da 55 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Si preannuncia un’esperienza che interesserà anima, mente e cuore, grazie al potere evocativo dei più grandi successi della immarcescibile interprete. Ma non ci saranno soltanto i grandi classici, quelli come L’appuntamento, La voglia, la pazzia e, appunto, Senza fine, brani che hanno dimostrato la sua poliedricità e intraprendenza nello spaziare dalla musica d’autore alle atmosfere samba e bossa brasiliane. In scaletta ci saranno infatti anche le nuove canzoni tratte da Calma Rivoluzionaria, il più recente album in studio di Vanoni, una sorta di passo a due concepito insieme all’amico Samuele Bersani.
A pochi mesi da un compleanno speciale, che per la cantante milanese significherà spegnere le sue 90 candeline, le esibizioni all’Arcimboldi non potevano che essere impreziosite da alcune gustose ed esimie ospitate. Sul palco insieme a Vanoni ci sarà quindi un parterre di musicisti di prestigio e valore, da Patty Pravo a Emma, da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro a Mario Lavezzi, ma anche Francesco Gabbani, Colapesce e Dimartino e il trombettista Paolo Fresu. Alle due date ambrosiane seguirà il 6 giugno una terza tappa del breve tour di “Senza fine”, che si sposterà per il suo atto finale alle Terme di Caracalla a Roma. Motivo per cui si capisce bene la portata quasi esclusiva di queste suggestive performance di fine aprile.
Ornella Vanoni è un esempio preclaro di quanto l’età non conta quando ci sono bravura, classe, sagacia e anche un po’ di ironia. Vincitrice di ben due Targhe Tenco (caso unico insieme a Francesco Guccini, anche se fu proprio lei la prima a potersi fregiare del doppio titolo), è stata la musa di alcuni dei più grandi artisti del Novecento italiano e internazionale, su tutti Gino Paoli, Giorgio Strehler, Toquinho e Vinícius de Moraes. È passata con disinvoltura dalle mitiche Canzoni della Mala al pop più raffinato, ma oltre alle collaborazioni con Dario Fo, Paolo Conte, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Lucio Dalla, Ivano Fossati e Renato Zero ci sono state tante incursioni in mondi musicali altri. Non solo nell’universo brasileiro che ha trovato in lei un inestimabile veicolo di diffusione in Italia. A tale elenco va aggiunto il jazz, genere che l’ha vista partecipare a importanti progetti discografici insieme a mostri sacri come Herbie Hancock, George Benson e Herbie Mann.
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