PISSARRO
Dietro le tele storie di guerra

E Camille Pissarro ritorna in tribunale. Ultimamente pare che il pittore impressionista stia diventando un habitué delle aule di giustizia francesi, dopo che il suo La raccolta dei piselli, gauche o guazzo che reca la data del 1887, della collezione di Simon Bauer, uomo d’affari ebreo e collezionista degli Impressionisti, requisita dal governo filonazista di Vichy nel 1943, è stato definitivamente deciso debba essere riconsegnato dai collezionisti americani Bruce e Robbi Toll agli eredi. Questi ultimi, nel 2017, lo riconobbero visitando una mostra al Musée Marmottan dedicata proprio al pittore francese per la quale la coppia americana l’aveva prestato. Opera, tra l’altro, dalla genealogia e dal lignaggio nobilissimo, essendo stata acquistata da Theo van Gogh, mercante d’arte e fratello del notissimo Vincent, direttamente dalle mani dell’artista.
Ancora quest’anno si sta lottando nei tribunali francesi per decidere la sorte di un’altra tela pissarriana, La bergère rentrant des moutons, 1886. In questa battaglia giudiziaria si affrontano da una parte Léone-Noélle Mayer, erede del vecchio proprietario ebreo Raoul Meyer e dall’altra l’università dell’Oklahoma, istituzione alla quale l’opera era giunta tramite i collezionisti Aaron e Clara Weitzenhoffer. La Mayer, rintracciata l’opera, ha intentato un’azione legale per ottenerne la restituzione. Anche questa tela era stata requisita dalle autorità francesi di Vichy.
Queste azioni legali sono state avanzate sulla base di un’ordinanza che la Francia approvò immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, il 21 aprile 1945, che statuisce la nullità di tutti gli «atti di spoliazione» susseguiti a «leggi, decreti, ordinanze, regolamenti o decisioni dell’autorità di fatto autoproclamatasi Governo dello Stato francese». In altre parole, tale ordinanza considera, nei confronti del proprietario «spoliato», in «mala fede» tutti i proprietari seguenti.
Sono situazioni intricate e ad alto tasso emotivo, oltreché di più che significativo valore economico, in quanto si trovano a confronto due posizioni meritevoli di tutela e attenzione: da una parte troviamo gli eredi di individui che in seguito a leggi razziali e persecuzioni si sono trovati a perdere i loro beni, dall’altra soggetti che, spesso senza sospettare nulla sulla provenienza, hanno acquistato a cifre anche considerevoli beni che debbono poi restituire ai proprietari originari. La vicenda che ruota intorno al La raccolta di piselli è istruttiva. I collezionisti di Philadelphia avevano, infatti, comprato il Pissarro nel corso di un’asta da Christie’s nel 1995 per la cifra di 800.000 dollari, dopo che quest’opera era già passata in asta nel 1965, questa volta da Sotheby’s. Durante il processo Bruce Toll aveva dichiarato di aver acquistato in buona fede; buona fede che la corte aveva riconosciuto. Ma questa disposizione non è considerata sufficiente per il mantenimento della proprietà perché la giustizia francese ritiene maggiormente degna di tutela la posizione di coloro che furono fatti oggetto di vessazioni da parte del regime collaborazionista di Vichy, in una sorta di volontà espiatoria collettiva, che può essere compresa e apprezzata; ma che comporta anche conseguenze d’altro segno: come questa vicenda insegna, a pagare il prezzo dei crimini commessi dal governo Pétain rischiano di essere i Signori Toll, i quali, infatti hanno deciso di adire la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.
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