IN TRIBUNALE
Processo Schiranna, «condannate Calemme e Sciretta»
La richiesta del pubblico ministero. Sentenza il 6 marzo

«Quattro anni e mezzo di reclusione per Ciro Calemme, due anni e otto mesi a Matteo Sciretta per peculato». Questa la richiesta di condanna formulata dal pm Lorenzo Dalla Palma nell'udienza di oggi, giovedì 23 gennaio, del processo per i lavori al Lido della Schiranna che vede sul banco degli imputati l’ex amministratore unico di Aspem Reti Ciro Calemme, l’imprenditore edile Matteo Sciretta e il direttore di quegli interventi Giacomo Battiston. Ai quali vengono contestati, a vario titolo, reati come peculato, truffa e falso. Lo stesso pm, chiedendo la condanna per l'ipotesi di peculato, ha chiesto l'assoluzione per gli altri, in alcuni casi nel merito, in altri per prescrizione o perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato (abuso d'ufficio). Per Battiston, ha chiesto assoluzione per il peculato e non doversi procedere per prescrizione per falso.
Al centro del procedimento, in particolare, i costi per la manutenzione e gli acquisti di materiali di consumo del Lido, soldi che secondo la Procura avrebbe dovuto tirare fuori il gestore della piscina sulla base della relativa convenzione e invece furono messi a carico di Aspem Reti. E si parla anche di lavori, sempre secondo la Procura, che sarebbero stati eseguiti solo in parte dalla ditta Sciretta, che avrebbe poi fatturato un importo superiore a quanto dovuto, incassando così illecitamente oltre 19mila euro, con attestazione di regolare esecuzione da parte di Battiston. Dopo l'arringa della parte civile (Marco Lacchin per il Comune e Carlo Tremolada per Aspem Reti), il processo proseguirà il 20 febbraio con le arringhe dei difensori; sentenza il 6 marzo.
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