POP UP
Quando il libro è tridimensionale

In italiano il termine si traduce «apparire». In concreto, sono la dimostrazione che un libro può non essere solo bidimensionale, ma far, appunto, apparire, ciò che contiene facendolo sollevare. Eccoli qui, i libri pop up, quei libri, appunto, tridimensionali, dove le figure si alzano in rilievo quando apri le pagine. «Una piccola sezione dell’editoria per bambini, un microcosmo che oggi riguarda anche produzioni non solo per i più piccoli», spiega Massimo Missiroli, pop up designer, cioè realizzatore di libri pop up, riconosciuto come esperto a livello internazionale del settore. Con alle spalle ani di ricerca e di perfezionamenti, partito come autodidatta nel 1989 e oggi anche realizzatore di un sito, popupcardsforchildren.cloud, che contiene contributi da tutto il mondo, esempi di come la tecnica, anche solo applicata a un biglietto, sia amata nelle situazioni più impensabili, e con soluzioni inimmaginabili: dai pop up con Babbo Natale realizzati per le strade di Lagos, a draghi cinesi di lunghezza tale che non stanno in una casa. Nella sua collezione con esemplari storici e da tutto il mondo si legge anche la storia di questa magia fatta di pieghe e pazienza, a cui il nome pop up venne dato nel 1932. La prima pubblicazione “with pop-up illustrations” è un Pinocchio. «Qualcuno fa risalire i primi esempi al 1200 – spiega Missiroli -, ai monaci amanuensi che rappresentavano i movimenti degli astri intendendo con questi i primi libri movibili, ma si trattava di pochissimi esemplari. Il pop up come si intende oggi viene prodotto e diventa popolare nella seconda metà dell’Ottocento». Nella sua collezione ci sono esemplari dal 1880. Probabilmente “evoluzioni” dei giochi ottici in voga nel Settecento, e poi dei trompe l’oeuil, di soluzioni anche con un fondo scientifico, in origine avevano scritte sulla sinistra mentre sulla destra si sviluppavano immagini su più piani. «Penso che dietro alla loro nascita – commenta Missiroli – ci possa essere il desiderio di poter visionare le immagini in maniera diversa rispetto a quanto si faceva prima». A pubblicare libri per bambini prodotti tridimensionalmente, inventando poi con gli artisti e i tecnici della sua casa editrice, negli anni, soluzioni cartotecniche sempre più nuove e raffinate, fu nel 1880 lo stampatore tedesco Ernest Nister con illustrazioni che si alzavano dalla pagina attraverso linguette in tessuto e cartoncino. Negli stessi anni Lothar Meggendorfer, prendendo spunto da un biglietto di auguri, iniziò a inventare più complessi libri meccanici con un libro di figure che si muovevano come regalo di Natale per suo figlio. Oggi il fenomeno del pop up investe anche una produzione non più solo di illustrati per i più piccoli, ma anche esempi più complessi: in pop up è stata pubblicata la saga di Harry Potter e, senza finire su tematiche più complesse, ci sono esempi di vere e proprie opere d’arte.
Questi trucchi sorprendono sempre i lettori
Soddisfa il bisogno di visualizzare
il movimento
Nel 1200 i monaci amanuensi facevano muovere gli astri nei libri
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Nel 1880
con Nister ecco
le illustrazioni prendono vita
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