PIACERI CONTRO L’AFA
Quel brivido freddo da passeggio

È il primo esperimento in cucina che incanta ogni bambino: la magia del ghiacciolo. Anche per chi negato e non ha lo spirito di Masterchef né si crede l’allievo di Iginio Massari basta davvero poco. Primo passo: versare la coca cola, il succo d’arancia, il succo di limone e acqua e menta negli stampini, inserire lo stecco e mettere tutto in freezer. Poi bisogna armarsi di pazienza: per passare dallo stato liquido a quello solido ci vogliono almeno quattro ore. Niente è più semplice per creare i ghiaccioli. Tanto facile che a inventare i ghiaccioli è stato un bambino. È il caso di dire, un gioco da ragazzi. Uno statunitense a inizio del secolo scorso: era il 1905 quando a Oackland l’undicenne Frank Epperson lasciò un bicchiere di acqua e soda con dentro il bastoncino che aveva usato per mescolarle sul davanzale della finestra in una gelida notte d’inverno. La mattina dopo si trovò il primo ghiacciolo della storia. Tutt’oggi i ghiaccioli hanno quel gusto dell’infanzia anche se vanno per la maggiore le declinazioni più salutari a base di frutta fresca, con zuccheri controllati e soprattutto a misura di bambini che possono divertirsi con poco per poi assaggiare i loro esperimenti. Più complesso invece cimentarsi nel preparare il gelato. Del resto quest’anno ci siamo riscoperti tutti panificatori, pizzaioli, piccoli chef alle prese con il lievito madre, oltre al gelato classico che resta nell’Olimpo della bontà, ci siamo riscoperti anche gelatai. Bisogna tornare indietro nel tempo, agli Ottanta quando il fatto in casa era normale e impazzava la gelatiera Simac che era il sogno di ogni bambino. Ora le macchine sono molto più raffinate ma il principio resta lo stesso. Ci sono anche versioni economiche per cimentarsi nella preparazione. Per chi invece, il gelato lo ama e resta una religione da praticare rigorosamente ma assaporando i gelati artigianali quest’anno potrà provare diversi novità. Il must è il gelato di recupero. Sì, avete capito bene: il gelato che sposa la filosofia green e di rispetto ambientale. Per la prima volta, se ne è parlato a Identità Golose nel 2009 lo scorso, e vanta molteplici identità. Rientrano a pieno titolo in questa categoria i recuperando una tradizione o un gusto della memoria come lo zabaione o lo squacquerone con fichi; utilizzando prodotti a fine vita come la frutta troppo matura o i biscotti rotti; recuperando le tradizioni del territorio, usando prodotti secondati come l’albume dell’uovo perché solitamente nei gelati si usano i tuorli o le croste di formaggio e impiegando frutti dimenticati ed erbe spontanee, valorizzando così la biodiversità. Fra le proposte nuove c’è anche il primo gelato made in Sardegna, Bolomea, con latte rigorosamente dell’alta Gallura Monte Limbara sta diventando un vero e proprio caso. I gusti proposti sono nel segno della tradizione: ricotta, torrone sardo e fichi. Inoltre hanno pensato a un gelato a misura di bambini: si chiama Squeezito. È il primo gelato da spremere, fatto con latte di pascolo appena munto e acqua sorgiva, sano e nutriente perché prodotto con qualità artigianali. Una novità assoluta nel panorama dei gelati: non cola, non sporca le mani, si richiude e può essere gustato in qualsiasi momento, perché più pratico rispetto a un gelato tradizionale. Fra i gusti di gelati o ghiaccioli, vanno per la maggiore gli alcolici. Il ghiacciolo al mojito, per non parlare dei ghiaccioli allo champagne. Fra le ultime proposte gourmet ci sono anche accompagnamenti con i superalcolici con rum, sambuca, martini e il gin. Se deve essere peccato di gola, che lo sia fino in fondo.
Sempre amati quelli a base
di frutta fresca e zuccheri controllati
La tendenza
è quello al mojito
e anche allo champagne
Il must è il gelato di recupero
che sposa
la filosofia green
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