INTEGRATORI
Quell’aiutino (in pillola) che ci sostiene

La parola più cercata su Google all’inizio del 2019 è stata curcuma. Una spezia che abbiamo assorbito in ogni modo: l’abbiamo bevuta, messa a manciate nell’arrosto e sulle verdure al vapore. E soprattutto presa in pastiglie. Perché sembrava la nuova panacea per ogni male. Se potessimo trovare le pastiglie di pietra filosofale, le prenderemmo. Oggi più che mai gli integratori fanno parte della nostra vita quotidiana. Li troviamo al supermercato, in farmacia ed erboristeria. E soprattutto pronti per gli acquisti online. È un mondo a cui gli italiani si stanno convertendo, in passato erano gli atleti, sportivi e chi magari stava a dieta a farne uso. Ma le persone comuni mai si sarebbero sognate di ingerire una pillola, soprattutto se in salute.
Ora i tempi sono cambiati: basti pensare che se andiamo in viaggio, non manca la tappa in farmacia per trovare qualche composto della salute che in Italia non abbiamo. O che costi meno. A Sofia in Bulgaria una confezione di vitamina C in compresse costa 1 euro. Secondo il rapporto del Censis presentato a FederSalus nel giugno 2019, 32 milioni di italiani consumano integratori alimentari, quali sali minerali, vitamine, magnesio, potassio. Tra gli utilizzatori spiccano le persone in età attiva (il 62,8% sono 35-64enni) e le donne (il 60,5%). Li consumano abitualmente 18,7 milioni, di cui 10,1 milioni tutti i giorni e 8,6 milioni qualche volta alla settimana, 4,3 milioni qualche volta al mese, 5 milioni 3 e 4 volte l’anno, 1 milione una volta l’anno, 3 milioni saltuariamente, quando capita. L’incremento 2008-2018 del valore dei consumi di integratori alimentari è del +126%, oggi vale 3,3 miliardi di euro.
L’integratore alimentare ha una propria specifica e riconoscibile identità che lo colloca in una posizione intermedia tra farmaco e alimento: una posizione che ha alla sua base la funzionalità per la promozione e il mantenimento di un buono stato di salute. In altre parole aiutano a prevenire e preservare un buono stato di salute: sia chiaro che non curano. Gli integratori alimentari sono definiti dalla normativa di settore ovvero l’Unione Europea e il ministero Ministero della Salute spiega: «Sono prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate». L’immissione in commercio è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al Ministero della Salute; si dividono i vitamine e minerali, probiotici e prebiotici e sostanze a effetto nutritivo o fisiologico. E c’è davvero di tutto: dal magnesio supremo a composti alcalini, ancora pastiglie che sono un concentrato di erbe, radici, cortecce e funghi che stimolano il metabolismo tenendo sempre alto il livello di glicemia e sotto controllo glucosio e lipidi. Ancora la melatonina che è un ormone che viene prodotto dal nostro corpo ma che ormai assumiamo in gocce o compresse. La comunità scientifica continua a studiare gli effetti degli integratori che sicuramente non curano ma aiutano: in molti casi i medici prescrivono integratori che stimolino il nostro corpo, o meglio le nostre cellule, a “ripararsi”.
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