SUL PALCO
Risate e pensieri. Din Don Down accende «una piccola luce»
Grande successo dello spettacolo di Paolo Ruffini al teatro di Varese
Signore e signore, “downesse” e down, pronti a partire per un viaggio all’origine dell’uomo? Ed è “sold-down” per Din Don Down di Paolo Ruffini, andato in scena ieri sera, sabato 24 gennaio, al teatro di Varese.
Il conduttore di Zelig, con la compagnia Mayor Von Frinzius, quindi con gente che «ha qualche problemino», ha incantato la platea con uno spettacolo che fa ridere e pensare al tempo stesso. Un concentrato di ironia e brillante improvvisazione, che si pone l’obiettivo di interrogarsi sull’esistenza di Dio, e sull’essenza stessa della vita.
Lo spettacolo è iniziato con una nuvola di incenso e con un’ondata di applausi, con Ruffini vestito da prete proveniente da un universo terreno (la platea). Al suo fianco un chierichetto trovato nel pubblico: un magazziniere arrivato da Senago con la moglie Loredana, e tutti coloro che sono intervenuti e in qualche modo stati al gioco, come il piccolo Mattia invitato allo spettacolo dell’8 febbraio per la simpatia. «Io non so bene cosa può accadere durante questo spettacolo, che per la maggior parte vive di improvvisazione – ha avvertito Ruffini - Se ogni tanto ci saranno dei momenti in cui non so cosa fare, è perché è davvero così. Non chiedeteci di essere politicamente corretti, perché è una cosa volgare».
«L’obiettivo dello spettacolo è quello di accendere una piccola luce – ha spiegato Ruffini - Alla fine non sarete più gli stessi: questa è un’esperienza, un viaggio, per chi crede un piccolo miracolo, per gli altri una piccola magia. Obiettivo è accendere una piccola luce in un mondo buio».
Sono intervenuti Federico Parlanti, rinomato per il «cromosoma in più», che tra down e juventino preferirebbe rinascere down. Per passare a Marco Visconi, un buddista e che spiega così il ritardo mentale: «Voi capite prima le cose, io diversamente». Tra gag, canzoni, alte riflessioni, riferimenti all’attualità: «Definisci bambino», e giochi di parole (download, lockdown, etc), lo spettacolo è anche un derby tra quoziente intellettivo e sensibilità, che va a vantaggio della seconda, per diffondere insegnamento accessibili a tutti: «fateci caso a questo momento, al presente, che è un regalo, e godetevelo».
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