IL CAMBIO
Romario de Souza Faria: dal calcio alla politica
L’ex attaccante brasiliano ora è vicepresidente del Senato

«Che si fotta, non lo vogliamo». Non sono proprio parole di un uomo di classe, come invece oggi dovrebbe essere Romario de Souza Faria, ex attaccante brasiliano considerato uno dei più forti calciatori di tutti i tempi dai tecnici e da chi legge il suo palmares: campione del mondo nel 1994 nella finale vinta ai rigori contro l’Italia di Sacchi e Baggio, di America (due volte), argento alle Olimpiadi, 70 presenze e 55 gol con la nazionale verdeoro, una carriera divisa principalmente fra squadre brasiliane, Psv Eindhoven e Barcellona, il titolo di giocatore dell’anno Fifa nel 1994 (non vinse il Pallone d’oro solo perchè all’epoca riservato ai calciatori europei, non a quelli in attività in Europa anche se originari di altri continenti).
Il suo modo di vivere ha sempre fatto discutere: al Psv si presentò in ritardo di giorni all’inizio delle sessioni di allenamento ed ebbe infinite pretese di bonus contrattuali, a Barcellona pretese di tornare in patria per il Carnevale di Rio e in un’altra occasione, tornato in Brasile per curare una caviglia malandata, fu trovato più volte a giocare a foot-volley in spiaggia a Rio de Janeiro.
Appese le scarpe al chiodo, Romario è entrato in politica, nel partito socialista brasiliano. Viene eletto deputato in Parlamento e rivolge la sua azione contro l’organizzazione dei mondiali del 2014 nel suo Paese, rendendo noto come l’evento fosse diventato occasione di una vasta rete corruttiva e di lavaggio di denaro sporco. Politico più votato a Rio, fu rieletto deputato: tentò allora di diventare governatore dello stato di Rio dopo essere passato dai socialisti a Podemos, ma fallendo.
E ora che fine ha fatto Romario? Rimasto in politica, non solo è stato eletto nel 2021 senatore, ma anche vicepresidente del Senato. Non ha però rinunciato a “pungolare” con i suoi commenti il mondo calcistico brasiliano: un esempio è proprio quel «Che si fotta», bersaglio l’allenatore del Real Madrid Carlo Ancelotti ormai sul punto di diventare commissario tecnico della Selecao. Per Romario l’allenatore del Brasile deve essere brasiliano, «Che Ancelotti stia pure in Europa», ha spiegato in un’intervista al quotidiano O Globo. Quindi, vada avanti Diniz, sotto la cui guida però il Brasile è in difficoltà nelle qualificazioni mondiali. E se dovesse essere eliminato, nemmeno il «Che si fotta» di Romario potrà qualcosa contro l’arrivo del mitico, italico Carletto.
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