CHE FINE HA FATTO
Sampei: eroe in tv, oggi in carne e ossa alla Darsena
Il cartone cult degli anni ‘80 ispira la realtà

«Ma, che sarà, pescecane o spada che sarà, è questione di momenti, abboccherà»... Per chi faceva le scuole elementari o le medie nei primissimi anni Ottanta riconoscere l’attacco di questa siglia tv è proprio un gioco da... ragazzi. Sì, perché il protagonista del cartone animato, Sampei Mihira, era un idolo di tutti loro: è la storia di un ragazzo di 13 anni (fa fede sempre la sigla) che non passa la vita sui banchi di scuola, ma in riva a un lago, a un fiume, a un ruscello o persino in mezzo al mare riuscendo praticamente sempre a pescare il pesce più grande contenuto in quelle acque.
Tale fu il successo di quel cartone giapponese, di cui furono realizzate più di cento puntate, che Telecity, la tv locale che ne aveva i diritti, lo fece seguire da una trasmissione proprio sulla pesca, “Fish eye”, programma precursone di uno dei canali tematici che oggi troviamo a pagamento su Sky. Cappello di paglia sempre in testa a coprire le gigantesche orecchie a sventola, il suo amico e maestro Pyoshin sempre a fianco, il nonno sempre pronto ad accompagnarlo nelle sue avventure o ad accoglierlo al ritorno a casa con una ciotola di riso, l’amica Yuri incollata come un’ombra ma presa in considerazione solo nei rari momenti in cui non aveva in mano la canna da pesca, Sampei trasmetteva un sacco di valori attuali anche oggi, primo fra tutti la difesa della natura contro cementificazione e industrializzazione selvaggia. E poi insegnava a perseverare e a ricercare sempre il bene: da un male - anche il peggiore - nasceva sempre qualcosa di buono, roba da fare crepare d’invidia i poveri Malavoglia di Verga.
Ma che fine ha fatto oggi Sampei? Dimenticato all’inizio degli anni Duemila dopo vent’anni di repliche su quasi tutti i canali in chiaro esistiti ed esistenti, ha trovato posto nel catalogo delle offerte di Prime Video, dove è possibile vedere tutte le puntate. Questo il cartone animato; se invece volete incontrare Sampei di persona, potete andare alla Darsena, a Milano, dove Sampei - così lo hanno ovviamente ribattezzato, anche se lui in realtà si chiama Avish, ha 11 anni ed è figlio di due genitori che provengono dalle Mauritius - pesca praticamente tutti i giorni, facendo tesoro dei consigli dei vecchi pescatori milanesi e attirando l’attenzione di tutti coloro i quali passano di lì. Avish è un perfetto Sampei: nulla di quello che pesca finisce in pentola, ma tutto viene rimesso in acqua. E pazienza se magari, contrariamente alla sigla del cartone, una vecchia scarpa sarà ... e non il salmone più gigante del Canadà.
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