SPORTIVI
Sandro Mazzola e Domenghini: arriva la stella
Con la maglia nerazzurra conquistarono la prima nel 1966. Ora attendono la seconda

Sei stelle: una in più del Movimento di Grillo, tre in più dei migliori ristoranti, ma anche una in meno dell’Orsa Maggiore (e della costellazione di Hokuto di Ken il Guerriero), milioni di milioni meno di quelle di una notissima pubblicità di un salumificio ai tempi di Carosello.
Chi ha sei stelle? Nessuno, per ora, ma, da settembre le avrà il campionato italiano di calcio sulle casacche delle sue squadre: una su quella del Milan, tre su quella della Juventus e, diciamolo pure, due su quella dell’Inter. Che lunedì sera, battendo il Milan nel derby in casa dei cugini, vincerà il suo ventesimo scudetto, somma - ma non ditelo agli interisti - dei diciotto sul campo e dei due vinti a tavolino. E se non sarà lunedì sera, sarà a giorni. Un evento atteso, la conquista della seconda stella, attesissimo a Milano dove tutti e due i club erano fermi a quota 19 e si erano sfidati nella gara ad arrivare per primo a venti. Di più: l’Inter rischia di arrivarci alla fine di un derby dopo avere vinto gli ultimi cinque di fila, il Milan rischia la doppia sconfitta-smacco davanti ai suoi tifosi. Ma comunque finirà, all’Inter lo scudetto non può sfuggire nemmeno se non facesse tirare i prossimi rigori a Calhanoglu, con i risultati che si sono visti a Madrid in Champions.
Per conquistare la seconda stella i nerazzurri ci hanno messo esattamente 58 anni: la prima se l’erano cucita sul petto nel 1966, al termine di un campionato iniziato con una vittoria per 5-2 sul Varese e dopo l’eliminazione in semifinale di Coppa dei Campioni ad opera del Real Madrid.
Di quella squadra favolosa (devono ammetterlo anche i tifosi avversari) allenata dal mago Herrera facevano parte grandissimi giocatori come Sarti, Burnich, Facchetti, Suarez, Corso e Picchi, tutti passati a miglior vita. Ma Jair, Domenghini e Mazzola vedranno i loro colori conquistare la seconda stella e, salute permettendo essendo tutti ultraottantenni, parteciperanno ai festeggiamenti. Oggi i due ex azzurri vengono ancora giustamente celebrati e subissati di interviste quando è il momento dei pronostici, degli amarcord o di tutti e due insieme, come è stato per Domenghini, vincitore dello scudetto come compagno di Riva, settimana scorsa, prima della partita Inter-Cagliari. Chissà che non vengano giustamente omaggiati, e che le prime maglie con la seconda stella portino impresso il loro nome e quello degli altri reduci della Grande Inter degli anni Sessanta.
© Riproduzione Riservata