IL DIBATTITO
Sanità, le priorità del nuovo governo

Quali sono le priorità del nuovo governo per la salute degli italiani? Le risposte a questa domanda si possono leggere nell'ultimo numero di Italian Health Policy Brief (Ihpb), autorevole testata di politica sanitaria edita da Altis.
Rispondono Cittadinanzattiva, Federsanità, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) e l'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop): mondi differenti ma che si trovano tutti d’accordo sull’importanza di ridurre, in tutti i settori chiamati in causa, i tempi burocratici.
Per Annalisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva: «Una priorità è l’accesso al Servizio sanitario, che anche dopo il Covid-19, continua ad essere difficile per molti cittadini, sia in termini di tempo che di costo; non potendo fruire di alcune prestazioni nei tempi necessari si è costretti a sostenere una spesa privata che per alcuni diventa insostenibile, con conseguente rinuncia alle cure. Il persistente nodo delle liste d’attesa andrebbe superato nel breve termine con un piano di monitoraggio da affidare alle Regioni, sostituendo le visite ambulatoriali con visite domiciliari, specie nel caso delle malattie croniche».
Per la presidente di Federsanità Tiziana Frittelli: «Abbiamo un'occasione storica per rispondere ai bisogni di salute: i servizi di prossimità possono essere la formula vincente. La relazione sinergica tra sanità e territorio è la chiave per costruire i nuovi percorsi di assistenza, partendo dal benessere e dagli stili di vita. Una vera rivoluzione in termini di salute 'one health' a cui siamo tutti chiamati come parte integrante di una rete attiva e omogenea sul territorio».
Giovanni Migliore, Presidente di Fiaso, nel suo intervento su Ihpb pone soprattutto attenzione al Pil indicandolo come strada per il consolidamento di un Servizio sanitario nazionale capace: «Bisogna prevedere uno stanziamento dell’8 per cento del Pil al Fondo sanitario nazionale. Si tratta di un valore superiore al 7,3% del 2021, ma che tiene conto di situazioni con le quali il Ssn dovrà fare fronte, quali i rincari del costo dell’energia e la stabilizzazione del personale, voci per le quali saranno necessari ulteriori fondi, oltre a quelli già stanziati. Una spesa sanitaria attestata sul valore dell’8% del PIL ci riporterebbe in linea con la media dei Paesi europei più avanzati e significherebbe per gli italiani più personale medico e meno liste d’attesa».
Considerazioni economiche condivise anche da Barbara Cittadini, Presidente di Aiop, che sottolinea come sia necessario «raggiungere almeno il 7,5% di valore della spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIl, invertendo il trend di decremento della crescita della spesa sanitaria corrente. In assenza di ulteriori risorse, il Sistema non potrà dare una risposta certa alla domanda di salute degli italiani, dovendo peraltro far fronte a maggiori costi per la gestione delle nuove infrastrutture previste dal Pnrr».
Tutte queste raccomandazioni, pubblicate da Ihpb, sono rivolte ai responsabili in Italia della politica sanitaria, in particolare al professor Orazio Schillaci (Ministro della Salute), a Marcello Gemmato (sottosegretario alla Salute), alla X Commissione del Senato e alla XII Commissione della Camera.
Da troppo tempo si assiste alle preferenze di una politica (non solo sanitaria) che tiene bloccati i disegni di riforma in un clima troppo burocratico.
«E' invece nostro auspicio - conclude Walter Gatti, direttore di Ihpb - che si tenga conto, nei diversi settori parlamentari, dei temi emersi per una sanità veramente nuova».
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