LA PROPOSTA
Sei mesi a casa: Macron spinge sulle nascite
Il presidente annuncia: «Congedo parentale per entrambi i genitori»

Siamo sempre meno e sempre più vecchi: i numeri sono lì, impietosi, a ricordarci che si fanno sempre meno figli. Colpa dei ritmi frenetici? Dei pochi quattrini che restano in tasca una volta pagate le bollette? Di un senso di famiglia che si sta un po’ perdendo? Le ragioni sono molte e spesso soggettive, ma il dato freddo e asciutto è incontrovertibile.
Nel Nord Europa si lavora da decenni per garantire un welfare che consenta alla società in generale di non considerare la gravidanza e i figli come un problema lavorativo o un ostacolo alla carriera. In Italia se ne parla spesso ma, per il momento, la situazione non pare migliorata granché. I cugini d’Oltralpe, invece, hanno iniziato a darsi da fare con un annuncio arrivato direttamente dalla bocca del presidente Emmanuel Macron: un congedo parentale di sei mesi per entrambi i genitori. Certo, bisogna dire che siamo a sei mesi dalle elezioni europee di giugno e il timore di sparate per raccogliere consensi, di questi tempi, è sempre dietro l’angolo.
I dati sulla natalità in Francia, per anni una sorta di “faro” a livello europeo, sono inquietanti: secondo l’istituto parigino Insee, nel 2023 le nascite sono state appena 678.000, in calo del 6,6% rispetto allo scorso anno, il livello più basso dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per ovviare a questa situazione, Macron ha annunciato, appunto, l’introduzione di un «congedo di nascita» di sei mesi per entrambi i genitori.
«Dopo l’estensione del congedo di paternità - ha precisato - credo profondamente che l’introduzione di un nuovo congedo di nascita possa essere un elemento utile di una tale strategia» di rilancio delle natalità. Il leader d’Oltralpe promette anche un «un grande piano» nazionale contro il «flagello dell’infertilità maschile e femminile», definita «grande tabù» dei nostri tempi.
Una soluzione come questa potrebbe essere adottata anche in Italia? Al momento non è dato saperlo. E soprattutto resta da capire se sei mesi a casa per spupazzarsi il neonato possano essere sufficienti a convincere fare più figli: passato questo periodo, infatti, si dovrebbero fare di nuovo i conti tutte le difficoltà del caso che accompagnano ogni genitore soprattutto in Italia, tra costi e difficoltà a conciliare famiglia e lavoro. Ma, forse, potrebbe essere comunque un primo passo nella direzione giusta.
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