SHOPPING
Quando divertirsi è scontato

La frenesia per l’inizio dei saldi estivi è palpabile. Dal 20 luglio, con la Campania a fare da apripista, tutte le regioni d’Italia hanno progressivamente aperto le porte dei loro negozi per dare il via alla stagione degli sconti. Un bel cambiamento rispetto ai programmi iniziali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che, presieduta da Stefano Bonaccini, aveva stabilito fosse il primo agosto il D-Day per quanto riguarda l’avvio dei saldi 2020. Un notevole ritardo rispetto al canonico periodo dei saldi – generalmente il calcio d’inizio è a luglio – contro cui si è battuto Confimprese, che ha infine ottenuto di anticipare i saldi in tutta Italia, lasciando alle Regioni il compito di decidere quando dare il via. Un anticipo di circa 10 giorni che ha il sapore di una grandissima vittoria per le imprese, che avranno così modo di provare a recuperare parte delle vendite perse durante la primavera. Come sarà lo shopping? Probabilmente non troppo diverso da come lo ricordavamo, eccezion fatta per le misure di sicurezza. Nonostante questo, tornare finalmente per negozi per i saldi potrebbe rappresentare una piacevole novità dopo mesi di acquisti online, aumentati addirittura dell’80% nel corso della pandemia. La speranza è, in ogni caso, di assistere al revenge spending: è stato definito così il ritorno a uno shopping più leggero, un vero e proprio shopping per vendetta. O forse per consolazione. In Cina, infatti, i giorni immediatamente dopo la fine del lockdown hanno visto un incredibile aumento di acquisti, fatto anche di grandi spese e, soprattutto, non esclusivamente di beni di prima necessità. Emblema di questa incredibile e liberatoria compulsione agli acquisti sono le boutique di lusso del Paese, che hanno visto un vero e proprio boom di incassi immediatamente dopo la fine della quarantena. Non solo: sembra infatti che una maison di lusso come Chanel abbia incassato all’incirca 2,7 milioni di dollari in un solo giorno, una cifra record, con tanto di vere e proprie file di clienti ad aspettare pazientemente fuori dal negozio. Certo, il revenge spending non è una novità per la Cina che, negli anni Ottanta, affrontava il medesimo fenomeno dopo la rivoluzione culturale e si trovava a dover affrontare nuovamente questo shopping per vendetta anche nel 2003, dopo la Sars. Sembra, infatti, che in cima ai desideri dei cinesi – come testimonia il China Daily – ci sia proprio la voglia di tornare al ristorante, a viaggiare a festeggiare e, naturalmente, a fare shopping. Una previsione di buon auspicio anche per l’Italia? Forse. Senza dubbio, però, i saldi dell’estate non sono mai stati attesi e meritati come quest’anno!
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