LA STORIA SCONOSCIUTA
Le calciatrici che sfidarono il Duce sul palco allo Spazio Yak
Sabato sera alle 21 lo spettacolo con la regia di Laura Curino
Oggi il calcio femminile ha finalmente conquistato anche la platea televisiva e, con ciò, forse ha anche abbattuto pregiudizi tutti maschili. Un traguardo che in Italia ha radici quasi secolari se pensiamo che bisogna risalire al 1932 perché a Milano nascesse il Gruppo Femminile Calcistico, prima squadra bianca (il colore azzurro arriverà sulle maglie solo più tardi) di pallone femminile che in breve raccolse intorno a sé decine di atlete.
Le regole e il regime
Gli organi calcistici federali, ossequiosi alle rigide direttive del partito unico, in principio assecondarono l’iniziativa, nata quasi per scherzo in un parco pubblico della città lombarda, consentendo loro di allenarsi soltanto a patto di sottostare a regole che oggi (e forse anche allora, ma nessuno osava ammetterlo) paiono assurde: giocare in privato e non in pubblico, usare una sfera di gomma e non di cuoio, indossare la gonna al posto dei pantaloncini, passare la palla solo rasoterra, mentre a difendere la porta dovevano esserci solo ragazzini adolescenti. Una “ragione” c’era: tutto questo aveva lo scopo di preservare le “capacità riproduttive” delle ragazze. Fino a quando, un anno più tardi, la loro avventura sportiva fu stroncata dal regime fascista, che le costrinse a smettere di giocare (per tutta risposta, alcune di loro finiranno col partecipare attivamente alla Resistenza). La prima Coppa Rimet (come si chiamava allora) stava per entrare nella bacheca del calcio azzurro, la cultura fascista se ne appropriò subito e del calcio “versione con la gonna” non si parlò più per decenni, ben oltre la fine del Ventennio.
Lo spettacolo allo Spazio Yak
Questa vera e propria epopea è raccontata con ironia e leggerezza da un trio di attrici che, mischiando comicità e narrazione, ci mostra come, pur a distanza di tanti anni e tante battaglie, certi pregiudizi siano duri a morire e come la lotta per la libertà e i propri diritti passi anche attraverso lo sport. Una storia sconosciuta ai più e sempre attuale, dunque, tratta dal romanzo di Federica Seneghini, che col titolo “Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il Duce” sbarca allo Spazio Yak di piazza de Salvo a Varese sabato 31, ore 21, per la regia di Laura Curino con protagoniste Rossana Mola, Federica Fabiani e Rita Pelusio produzione PEM Habitat Teatrali, associazione culturale milanese (ma con sede operative nelle province di Padova e Lecce) che dal 2014 crea, produce e distribuisce spettacoli nei quali il linguaggio comico veicola contenuti sociali e civili. Per ridere, sorridere, ma anche riflettere.
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