A TEATRO
Travaglio: «L’epopea dei Melones»
Due ore di spettacolo al Tirinnanzi. Nel mirino la politica

Oltre due ore di arringa e ricostruzione politica portati sul palco del teatro Tirinnanzi di Legnano da Marco Travaglio nella serata di venerdì 21 febbraio.
Snocciola “I migliori danni della nostra vita” con una sequela di nomi e intrecci parentali con la proverbiale voce passiva aggressiva, alternata a un tocco d'ironia che si presenta con una cadenza regolare.
Sotto la scure stilografica di Marco Travaglio non si salva nessuno e, di certo, non si salva il “cognatismo” d’Italia che ricostruisce l’epopea dei “Melones”.
Suscita ilarità parlando dell’eclettico Salvini e il monarchico Tajani. Ma il suo preferito resta Carlo Nordio e la sua nota avversione per le intercettazioni.
Per fortuna arriva Valditara a distrarlo dall'attenzione prestata a Nordio, subito rintuzzato su Sangiuliano, paladino indiscusso della satira.
Marco Travaglio racconta così gli ultimi cinque anni di storia italiana: «Ovvero come i poteri marci della politica, della finanza e dell’informazione hanno ribaltato il voto degli italiani, dal cambiamento alla restaurazione, dalla questione morale e sociale all’Ancien Régime e alla guerra infinita». E chissà se una risata, davvero, ci salverà.
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