IL DATO
Cuore malato, la prima causa di morte
Dato dell’Ats nel territorio varesino. Ma arrivano nuovi, efficaci metodi di cura delle patologie cardiovascolari

La prima causa di morte a Varese è rappresentata dalle malattie cardiovascolari.
Lo ha reso noto in questi giorni l'ATS dell'Insubria e lo conferma, su scala nazionale, il Gruppo Italiano di Studi di Emodinamica della Società italiana di cardiologia interventistica (Sici-Gise), la cui responsabile nazionale per i dati di attività è Battistina Castiglioni, responsabile della Cardiologia 2 con proiezione territoriale sul Verbano dell'ospedale di Circolo di Varese.
In occasione del meeting Thinkheart 2019 svoltosi a Roma nei giorni scorsi, la dottoresa Castiglioni spiega che è emerso che «la buona notizia è che le nuove tecniche e terapie disponibili permettono di curare sempre pi� e sempre meglio queste patologie. Il futuro, in particolare, è rappresentato dalla Tavi, l'impianto valvolare aortico transcatetere, anche se, come sottolineato nel congresso di Roma, in Italia questa procedura ha una diffusione molto eterogenea. La Lombardia è sicuramente una regione virtuosa, ma anche qui e anche a Varese è necessario aumentare l'offerta per rispondere alla domanda dei pazienti. All'ospedale di Circolo, in particolare, il numero di Tavi è in costante aumento, con l'obiettivo di giungere al più presto allo standard qualitativo dei Laboratori di Emodinamica con una media di 50 procedure all'anno».
La Tavi permette di posizionare una nuova valvola aortica con un approccio meno invasivo, cioè senza apertura toracica ma sfruttando l'accesso femorale.
Introdotta nell'ambito della cardiologia interventistica dieci anni fa, la Tavi ha rivoluzionato in pochi anni l'approccio al trattamento di una delle più frequenti patologie vascolari, la stenosi aortica.
«All'inizio la Tavi era la risposta a chi non poteva sottoporsi ad intervento cardiochirurgico. Poi la tecnica si � affinata a tal punto che oggi la Tavi rappresenta la principale soluzione anche per chi ha un rischio operatorio intermedio e inizia a essere proposta come soluzione alternativa anche ai pazienti che hanno un basso rischio chirurgico».
Ma la Tavi non è l'unica innovazione che sta cambiando radicalmente l'approccio alle patologie cardiovascolari.
«Grazie all'angioplastica primaria - spiega Castiglioni - la mortalità per infarto miocardico acuto è in netta riduzione, attestandosi attualmente al 3-5 % dei casi. Si tratta di riaprire immediatamente con una procedura di emodinamica il vaso coronarico la cui occlusione � responsabile dell'evento acuto».
Sempre grazie all'angioplastica, ovvero agli interventi di cardiologia interventistica che si eseguono nei laboratori di Emodinamica sfruttando accessi percutanei, cioè senza incisioni chirurgiche, si sono aperte nuove possibilità di trattamento anche per le cardiopatie strutturali, come la pervietà del forame ovale, tra le principali cause dell'ictus in età giovanile, e la chiusura dell'auricola sinistra, in pazienti in fibrillazione atriale che non possono avvalersi delle terapie farmacologiche per ridurre il rischio di ictus e per gli scompensi cardiaci.
«Questi ultimi - spiega Castiglioni - hanno trovato nuove opportunità terapeutiche sia in ambito farmacologico, sia in ambito interventistico: siamo in grado di posizionare dei pacemaker che migliorano la funzionalità cardiaca e trattano aritmie altrimenti mortali».
Ogni anno, a Varese, sono più di duemila i pazienti sottoposti a procedure di cardiologia interventistica, di cui circa 670 sottoposti ad angioplastica.
«La complementariet� degli interventi effettuati col professor Roberto De Ponti e l’equipe della Cardiologia 1 da lui diretta, con cui lavoriamo fianco a fianco ogni giorno garantendo la copertura dei servizi di guardia cardiologica per l’intera azienda, la disponibilità dell’UTIC diretta da Alberto Limido, la storica e forte collaborazione, nell'ambito del Dipartimento cardiovascolare, con la Cardiochirurgia del professor Cesare Beghi e la presenza dell'Anestesia e rianimazione cardiologica, di cui è responsabile il professor Paolo Severgnini - tiene a sottolineare Castiglioni - ci permette di trattare tutte le malattie cardiovascolari nei presidi di riferimento, con presenza di ambulatori cardiologici dedicati anche a Cittiglio e in via Monterosa, a Varese».
«Se le nuove tecniche interventistiche hanno aperto possibilità di trattamento un tempo impensabili - conclude la dottoressa varesina - l'arma migliore con le patologie cardiovascolari resta comunque la prevenzione».
Prevenzione che Castiglioni riassume in cinque punti da tenere bene a mente: dieta equilibrata, povera di grassi e di zuccheri e accompagnata da un sufficiente apporto di acqua; attività fisica: basta una camminata più volte alla settimana; niente fumo; controllo periodico della pressione arteriosa e della colesterolemia; no stress: sorridere alla vita apprezzandone ogni momento.
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