BICCHIERE MEZZO VUOTO
Salvate l’happy hour di Varese
In centro poca clientela. Si spera nella primavera che lo scorso anno era stata però funesta (incassi dimezzati a causa della pioggia)

L’immagine del centro storico di Varese all’ora degli aperitivi è spesso desolante. L’inverno, certo, è il periodo più fiacco - da sempre febbraio il mese “morto” - ma sembra che stavolta sia andata anche peggio. Colpa del meteo polare? Non si direbbe.
A differenza di altre realtà, l’happy hour varesino non trova tanti “proseliti”. Il bilancio? In calo. Questa la voce quasi unanime dei titolari di bar e locali. I tavolini all’aperto soffrono di... solitudine.
Si spera, ora, nella primavera. Ma così si auspicava anche un anno fa e poi... E poi è capitata una stagione da non credere: aprile aveva illuso all’inizio con temperature sopra la media, da metà mese il crollo, con la terza decade tra le più fredde di sempre.
Maggio ancor più funesto: acqua su acqua. Le precipitazioni sono state quasi il triplo della media. Si era parlato, alla fine, di crollo degli incassi (in media dimezzati per i locali del cuore del capoluogo).
Due ragazzi di Roma, fratelli, giunti a Varese da una parente, osservavano nei giorni scorsi il semideserto in centro alle 8 di sera. «Da noi a quest’ora non si cammina da tanta gente c’è in giro... ». Beh, con la Capitale il paragone non può che essere impietoso. Il problema è il confronto con altre realtà vicine e omologhe. A Busto come butta?
Va detto che la situazione sembra migliore per ristoranti e pizzerie, sempre del centro.
Da appello è “salvate l’happy hour”.
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