WOPART
L’opera su carta si fa virtuale

Alla fine gli organizzatori, dopo aver posticipato le date da settembre a novembre, hanno deciso di optare per una edizione totalmente digitale e in 3D per il quinto anno di WopArt, una delle più importanti occasioni fieristiche dedicate principalmente alle opere su carta, il nome sta infatti per Works On Paper Art e, traslocando dal Centro delle Esposizioni di Lugano, si tiene virtualmente (wopart.eu) fino al 27 dicembre. «Decisione inevitabile» per una «situazione troppo pericolosa», commenta Alberto Rusconi, presidente di WopArt. «Ci abbiamo sperato fino all’ultimo- aggiunge il direttore Paolo Manazza -. Abbiamo lavorato giorno e notte per realizzarla. Credo che in futuro questa esperienza sarà per noi fondamentale». La volontà di fare di WopArt un punto di riferimento per le fiere virtuali è ribadita da Irene Giardini, Project Manager, che specifica: «Con questa V edizione vogliamo dare un chiaro segnale di come negli anni la fiera abbia incessantemente lavorato, nonostante i tempi, per aprire il suo mercato a Paesi e collezionisti di tutto il mondo. Faremo in modo di offrire un’esperienza totalmente nuova nell’ambito delle fiere virtuali e scommetteremo sui risultati soddisfacenti di questo nuovo tipo di realtà».
Nonostante lo spostamento su una piattaforma virtuale l’organizzazione non ha rinunciato al rito globalista al quale ogni manifestazione di questo livello non si sottrae: quello della preview, l’apertura anticipata per i VIP che hanno potuto accedere ai padiglioni virtuali, ed eventualmente procedere subito agli acquisti. D’altronde, le fiere sono le eredi degli aspetti più commerciali delle esposizioni ottocentesche.
Quarantacinque gallerie presenti distribuite in sei padiglioni, tra queste si confermano le notissime italiane Tornabuoni Art, Massimo De Carlo e Lia Rumma, l’austriaca Wienerroither & Kohlbacher, la londinese Richard Soulton Gallery; alle quali, per la prima volta, se ne aggiungono altre importanti: la Jean-François Cazeau di Parigi, la Thole Rotermund Kunsthandel di Amburgo o la Stefan Hildebrandt di St. Moritz. L’anodina esperienza della visita virtuale è più riposante ma più monotona rispetto a quella reale; fortunatamente, un comodo menù permette di selezionare l’opera di interesse reperendone le basilari informazioni (prezzo compreso). La visita alla fiera è gratuita previa registrazione nell’apposita sezione del sito. A disposizione dei collezionisti, un servizio di consulenza telefonico; per i visitatori curiosi, una chat gratuita.
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